Ilva: no del gip al risanamento, proteste degli operai

Il gip di Taranto ha bocciato il piano di risanamento presentato dai vertici dell‘Ilva, vietando, di fatto, il proseguimento della produzione. Fortissime le proteste da parte degli operai che già da ieri pomeriggio sono saliti sull’altoforno 5, quello dal quale fuoriuscivano le emissioni di diossina, a 60 metri di altezza e vi sono rimasti per tutta la notte. I lavoratori dell’acciaieria si sono detti pronti a tutto per difendere il proprio posto di lavoro, oltre che la salute e in più di seicento, questa mattina, hanno presidiato l’ingresso della direzione dell’Ilva, minacciando di iniziare anche uno sciopero della fame pur di non far fermare la produzione.

Il gip Todisco ha motivato la decisione della bocciatura del piano di bonifica da 400milioni, sostenendo che non conteneva provvedimenti più risolutivi rispetto a quelli già presenti all’interno del protocollo d’intesa del 2003-2004, che non erano mai stati attuati. .”Non c’è spazio per proposte al ribasso da parte dell’Ilva circa gli interventi da svolgere e le somme da stanziare” scrive la Todisco nel provvedimento “I beni in gioco, salute, vita e ambiente e anche il diritto a un lavoro dignitoso ma non pregiudizievole per la salute di alcun essere umano, lavoratore compreso, non ammettono mercanteggiamento“.

Il ministro dell’Ambiente Clini ha commentato la decisione sottolineando che “Il ministro dell’Ambiente è l’autorità competente, in base alla legge italiana, in applicazione della direttiva europea, per l’autorizzazione integrata ambientale, che rappresenta il documento di autorizzazione all’esercizio degli impianti industriali nel rispetto delle norme per la tutela dell’ambiente e della salute.” Nei prossimi giorni verrà completata l’istruttoria necessaria per rilasciare l’autorizzazione, che “avrà le prescrizioni puntuali per l’adeguamento degli impianti di Taranto agli standard stabiliti dalla commissione europea.” Clini ha dichiarato, in sede parlamentare, di augurarsi che la decisione del Gip non interferisca con la procedura prevista dalla legge italiana, e che il Ministero “rilasci l’autorizzazione ambientale integrale”. All’Ilva sarà richiesto di rispettare fin da subito ciò che verrà stabilito nell’Autorizzazione Integrale.

Marta Lock