Caso Sallusti: adesso la politica insorge

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:21

Dopo la conferma della condanna da parte della Cassazione, il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, è corso in redazione per ufficializzare la fine della sua esperienza alla guida del quotidiano. “Mi dimetto“, ha annunciato il giornalista, che – prima di congedarsi dai suoi colleghi – ha escluso la possibilità di usufruire di “misure alternative” al carcere e ha rivolto un je accuse al presidente della Repubblica. “Non chiederò la grazia a Napolitano – ha scandito Sallusti – perché se la giustizia italiana è arrivata a questo, credo che abbia le sue responsabilità“. E la politica? Il coro di solidarietà nei confronti del direttore si è levato unanime. Ma tardivo.

Contro il buonsenso – Alessandro Sallusti andrà (probabilmente) in prigione convinto di essere vittima di una “sentenza politica”. E’ quello che il noto giornalista ha detto ieri ai suoi colleghi prima di congedarsi definitivamente da loro. Un atto d’accusa pesante, destinato a fornire nuovi spunti di riflessione e ad animare un dibattito particolarmente accesso. Quello incentrato sulla libertà d’opinione, sulla cui difesa i politici si sono ieri schierati compatti. A partire da Silvio Berlusconi“La carcerazione inflitta al direttore Alessandro Sallusti appare a chiunque assolutamente fuori da ogni logica e contro il buonsensoha scritto l’ex premier in una nota – La magistratura non commina pene siffatte neppure per gravi reati che destano ben diverso allarme sociale”.

Santanchè sotto shock – “Chiederemo al governo di intervenire urgentemente – ha continuato il Cavaliere – affinché casi come questi non si possano più verificare e nessuno possa essere incarcerato per avere espresso un’opinione”. Parole di fuoco sono giunte anche dalla pidiellina Daniela Santanchè: “Questo Paese fa schifo ha tuonato – e spero che gli italiani se ne rendano conto, aprano gli occhi e scendano in piazza perché abbiamo davvero raschiato il fondo. La misura è colma, siamo davanti a una magistratura che non mette in galera ladri e delinquenti, ma innocenti direttori di giornali. E’ uno schifo – ha rincarato la deputata – sono davvero sotto shock“.

Norma da cambiare – Su “frequenze” più moderate il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini: “Bisogna porre rimedio a una incongruenza forte, visibile e inaccettabile – ha commentato il centrista – Lo dice anche chi, come me, al mattino la lettura del Giornale provoca il mal di pancia. Ma quel mal di pancia è la democrazia”. Più o meno quanto dichiarato dalla capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro“Non apprezzo il giornalismo di Sallusti e del suo quotidiano e non commento la sentenza della Cassazione – ha detto la democratica – ma credo che la norma che regola la disciplina sulla diffamazione a mezzo stampa vada cambiata e adeguata ai parametri europei. Si tratta di una questione di democrazia e di modernità per il nostro Paese”.

Il giudizio dei giornalisti – E se il segretario della Lega, Roberto Maroni, ha espresso solidarietà a Sallusti invitandolo a “resistere, resistere, resistere”, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha sottolineato l’enormità della pena inflitta al giornalista: “Chi diffama deve essere punito, ma non con il carcereha spiegato l’ex togato – Un reato d’opinione punito con la carcerazione mette a rischio l’informazione libera e plurale imbavagliandola”. Un coro unanime e bipartisan, percepito però come tardivo e vagamente ipocrita da alcuni “addetti ai lavori”. Come Vittorio Feltri: “La colpa è soprattutto di Silvio Berlusconiha affondato – Di questa legge parlai con lui nel 2001, dissi che andava eliminata. Il Cavaliere mi giurò che avrebbe provveduto, perché comprendeva l’importanza della cosa, ma sono passati dieci anni e niente è accaduto. Il centrodestra non è riuscito neppure a tirare un rigo sul codice penale per eliminare questo obbrobrio – ha denunciato Feltri – e niente ha fatto il centrosinistra prima”. Laconico il commento di Enrico Mentana: “Adesso i politici se la prendono con la legge che fa schifo – ha osservato il direttore del Tg de La7 – ma le leggi le fanno loro e nulla hanno fatto per cambiarla”. 

Maria Saporito