Ddl anticorruzione: il pressing di Napolitano, Casini e Bersani

La necessità di approvare un provvedimento teso a contenere i dilaganti fenomeni di corruzione si fa sempre più pressante. A sottolinearlo ieri è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha evidenziato il preoccupante “gap” tra la situazione italiana e la media europea. E a ribadire l’urgenza di approvare il ddl anticorruzione arenato in Parlamento, sono stati anche i leader di Pd e Udc, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, che hanno invitato il governo a porre la fiducia sul testo.

L’allarme di Napolitano – “E’ l’Europa a chiederci un grosso impegno di lotta contro la corruzione“. A dichiararlo è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intercettato ieri a Roma all’uscita dalle Scuderie del Quirinale. “Come mi ha messo bene in evidenza ieri (due giorni fa per chi legge, ndr) il segretario generale dell’Ocse – ha riferito il capo dello Stato – noi nella curva statistica di corruzione siamo messi molto male. Bisogna quindi superare questa condizione di inferiorità rispetto a molti Paesi europei e rispetto alla media in fatto di efficacia della lotta alla corruzione”. 

Bersani e Casini all’attacco – Un appello che ha fatto il paio con il pressing del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani“E’ indecoroso, vergognoso e inaccettabile che in una situazione come quella che stiamo vivendo, di rapporti così disastrosi tra politica e opinione pubblica – ha osservato il democratico – si impedisca l’approvazione di norme di questo genere. Servono norme rigorose e severe, bisogna andare giù duro”. Il riferimento è al presunto “ostracismo” esercitato dal Pdl, che sul ddl anticorruzione approdato in Aula ha espresso più di una perplessità. E un invito ad accelerare è arrivato anche da Pier Ferdinando Casini“Il governo metta la fiducia sul ddl anticorruzione – ha twittato il centrista –  apparirà chiaro chi contrasta la legge e chi vuole vararla. Altri rinvii sono inammissibili”.

L’impegno del governo – Da parte sua il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha confermato l’impegno del governo a varare il testo entro la fine della legislatura: Questo è un provvedimento dove vogliamo coniugare l’urgenza con la serietàha spiegato il Guardasigilli – Abbiamo costruito una piramide dove i mattoni possono essere spostati, ma le fondamenta no. Ho sempre chiesto interventi migliorativi, non di sottrazione e tanto meno di soppressione – ha precisato il ministro – Non ho ancora letto le modifiche presentate, ma lo farò al più presto. Se ci saranno emendamenti migliorativi li prenderò in considerazione”.

Maria Saporito