Ilva: sciopero generale e blocchi delle strade

Tensione alle stelle a Taranto: centinaia di operai hanno bloccato le strade statali di accesso alla città. Tutto è iniziato alle 9 di questa mattina quando i lavoratori dell’Ilva hanno iniziato lo sciopero generale proclamato da Fim, Cisl e Uilm per protestare contro la decisione del gip di Taranto, Patrizia Todisco, che ha disposto la chiusura senza possibilità di proseguimento della produzione, dopo aver bocciato il piano di risanamento e bonifica avanzato dai vertici aziendali.

I quindici operai che erano saliti l’altro ieri in cima all’altoforno 1 e sul camino E312 dello stabilimento, hanno trascorso la seconda notte sulla passerella tra le due torri, a 70 metri da terra, per sensibilizzare l’attenzione di tutti sulla vertenza in corso e per chiedere provvedimenti che tutelino i loro posti di lavoro. La Fiom-Cgil sembrerebbe invece contraria allo sciopero generale, che non avrebbe ragioni chiare accrescerebbe solo tensioni e incomprensioni tra i lavoratori stessi, chiedendo piuttosto alla Uilm-Uil di sospenderlo e convocare invece delle assemblee di tutti i lavoratori dello stabilimento.

L’Ilva ha fatto sapere, attraverso il suo presidente Bruno Ferrante, di voler impugnare in Tribunale il provvedimento del gip, che ha respinto la richiesta dell’azienda di continuare la produzione in contemporanea all’attuazione degli interventi di risanamento. Secondo Ferrante la decisione della Todisco è molto dura e severa e la politica industriale di un Paese non può essere  affidata ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria, bensì dovrebbe essere decisa dall’autorità politica. Nel frattempo si attende la relazione ambientale integrata, in base alla quale il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, a colloquio oggi a Roma nella sede del Wwf, si pronuncerà in merito alla decisione del gip.

Marta Lock