La scelta di Vendola: Mi taglio 50 mila euro

Con una lettera indirizzata ieri al presidente del Consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, il governatore Nichi Vendola ha annunciato l’intenzione di alleggerire di 50 mila euro all’anno la sua “busta paga”. Un gesto definito “di responsabilità”, rispettoso delle difficoltà economiche che investono tutti i cittadini e su cui, ha precisato Vendola, è necessario riflettere. Una mossa eclatante, con la quale il governatore della Puglia ha voluto segnare (con ogni probabilità) l’apertura della sua campagna elettorale per le primarie di centrosinistra.

Crisi e sgomento – “Siamo ad un passaggio davvero drammatico della vita democratica del Paese. Mentre la crisi e il disagio sociale bussano alle porte di milioni di famiglie e rendono incerto il futuro delle giovani generazioni, il moltiplicarsi degli scandali legati all’uso distorto del denaro pubblico genera rabbia e sgomento”.  Così sta scritto nella missiva che il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha indirizzato ieri al numero uno del Consiglio regionale, Onofrio Introna, per ufficializzare la scelta di ridursi volontariamente gli emolumenti.

Il buon esempio di Nichi – “Non è sufficiente dire: noi in Puglia non abbiamo trasformato il Consiglio regionale in un luna-park di sperperi e di ruberie”, ha continuato il leader di Sel, che ha passato in rassegna i provvedimenti da lui avviati per contenere le spese all’interno della Regione. “Io credo che siamo chiamati a compiere gesti forti, in attesa che si possano definire a livello nazionale criteri omogenei di spesa e di retribuzione nei sistemi regionali – ha precisato il governatore – Nel frattempo, ciascuno è chiamato anche a dare un buon esempio. Mi si consenta di farlo in modo unilaterale, come un atto di responsabilità: io taglio il mio emolumento di altri 50 mila euro all’anno. Spero che tutto il Consiglio possa comprendere il messaggio – ha concluso Vendola – e fare scelte conseguenti”.

Verso le primarie – Il “sacrificio” del presidente pugliese porterà il suo attuale “stipendio” di oltre 12.500 euro mensili a 8.500 euro circa. Una cifra che potrebbe avvicinarlo alla lista dei governatori “virtuosi”, ovvero quelli meno pagati, come Vasco Errani in Emilia Romagna, Catiuscia Marini in Umbria ed Enrico Rossi in Toscana, che percepiscono mediamente più di 7 mila euro al mese. Resta da comprendere se il versamento di 5 mila mensili che Nichi Vendola ha finora garantito al suo partito resterà vigente o meno, e se con l’annuncio di ieri il governatore abbia davvero voluto dare solo il “buon esempio” o abbia, piuttosto, furbescamente aperto una campagna elettorale particolarmente competitiva. Quella che lo contrapporrà a Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi.

Maria Saporito