Scandalo Lazio: è giallo sulle dimissioni della Polverini

Dimissioni sbandierate, ma mai formalizzate: è questa la precisazione evidenziata ieri dal capogruppo del Pd alla Pisana, Esterino Montino, in riferimento all’annunciato addio di Renata Polverini alla Regione Lazio. Il democratico ha segnalato che la governatrice non ha ancora presentato alcun atto all’ufficio di presidenza recante la comunicazione delle sue dimissioni. Tanto quanto basta a incoraggiare le congetture dei più maliziosi, che tendono a credere che il “temporeggiamento” dell’ex sindacalista sia legato a regolamenti politici. Ma la Poverini si difende: “Giorno più giorno meno, non cambia nulla, ha detto.

Le ultime mosse di Renata – “La maestrina sta dando vita a una colossale presa in giro dei cittadini del Lazio e di tutto il Paese. Sono due giorni che va raccontando in tutte le salse ed in  tutte le televisioni un fatto che non è ancora accaduto. Siamo all’avanspettacolo“. A dichiararlo è stato il capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Esterino Montino, furioso contro la governatrice che tarda a ufficializzare le sue dimissioni. Il democratico (e non solo lui) è convinto che la mancata presentazione dell’atto presso l’ufficio di presidenza sia legato a un preciso “calcolo” da parte della Polverini, che starebbe provvedendo a regolare gli ultimi conti in Regione. Quali? Stando ai rumors filtrati, l’ex sindacalista starebbe mettendo alla porta 4 assessori della sua Giunta: quelli vicini all’europarlamentare Antonio Tajani, indicato da molti come il deus ex machina della “faida” interna al Pdl laziale.

Verso l’election day? – Non solo: prima di andare via, Renata Polverini avrebbe rinnovato i contratti ad alcuni dirigenti della Regione, spingendo le “malelingue” a sostenere che si sia trattato delle ultime irrinunciabili nomine. Senza considerare che, secondo alcuni, la governatrice starebbe temporeggiando semplicemente per ritardare la data delle prossime elezioni, favorendo così l’opzione dell’election day (ovvero l’accorpamento delle elezioni politiche e amministrative nello stesso giorno), come tra l’altro suggerito dal testo della spending review. Alle accuse ventilate, la Polverini si è difesa con la proverbiale fermezza: “Giorno più giorno meno, cambia poco – ha commentato – L’importante è aver dato un taglio a questa situazione e aver mandato a casa tutti quei cialtroni“.

Maria Saporito