Da Casini a Calderoli: tutti parlano del Monti bis

L’inedita apertura di Mario Monti a un possibile continuo della sua esperienza politica ha – come ampiamente prevedibile – scatenato reazioni contrastanti. E se il leader dei centristi, Pier Ferdinando Casini, ha salutato con entusiasmo la notizia, altri come Pier Luigi Bersani o Silvio Berlusconi hanno tradito, invece, grande cautela, rimettendo ogni decisione agli elettori.

La felicità di Casini – “Le liste che presenteremo alle elezioni chiederanno agli italiani di richiamare Monti in servizio effettivo permanente dopo le elezioni”. Le dichiarazioni giunte ieri da New York hanno disegnato un sorriso smagliante sul volto di Pier Ferdinando Casini. Da supporter convinto del Professore, il leader dell’Udc ha accolto con grande piacere l’ufficializzazione della “disponibilità” del premier a rimanere in campo e ha invitato gli attuali alleati a proseguire lungo il sentiero imboccato. “Serve un documento di impegni vincolanti da parte della maggioranza – ha spiegato il centrista – che rassicuri la comunità internazionale che l’Italia e i partiti continueranno sulla strada intrapresa”.

Bersani e le elezioni – Ad accogliere con ben meno entusiasmo le notizie giunte da Oltreoceano è stato, invece, Pier Luigi Bersani. “Monti è una risorsa del Paese – ha premesso il segretario del Pd – ma se vuole continuare senza maggioranza politica, gli dico che non è possibile”. “L’Italia necessita di un ritorno alla normale politica democraticaha aggiunto il segretario – altrimenti rischia di restare in una condizione di emergenza”. Non solo: “In tutto il mondo si fanno le elezioni per decidere quale forza politica si prende la responsabilità di governare – ha scandito Bersani – non sono inutili. Piuttosto alle elezioni dobbiamo chiedere agli italiani una maggioranza ed un programma. Se qualcuno pensa che dopo il voto io debba fare una maggioranza con Berlusconi e Grilloha tagliato corto il leader del Pd – io mi riposo”. 

Berlusconi glissa – Da parte sua, il fondatore del Pdl , Silvio Berlusconi, intercettato ieri alla presentazione del libro del suo ex ministro, Renato Brunetta, è stato avaro di parole: “Ci sono le elezioni. Non sappiamo nemmeno come si vota”, ha sbrigativamente risposto a chi gli ha chiesto un commento sulla possibilità di un Monti-bis. Nessun dubbio, invece, per il numero uno dell’Idv, Antonio Di Pietro, che ha già faticato ad accettare (e di fatti non lo ha fatto) la “prima volta” di Monti al governo: “In un Paese democratico ci si candida e, se si ha il voto dei cittadini, si governa – ha spiegato l’ex pm – Non si governa perché i poteri forti lo hanno messo lì per difendere i loro affari, come già sta facendo”.

Il ritorno del cervo – Porte chiuse anche in casa della Lega, dove a liquidare l’argomento con una battuta è stato l’ex ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: “Gratta, gratta e spuntano le corna del cervo a primavera Mario Monti – ha detto – Sono mesi che interpretavo le continue dichiarazioni di Monti come un preambolo alla sua candidatura ed evidentemente non mi sbagliavo, visto che ora – ha osservato il padano – la candidatura viene ufficializzata”.

Maria Saporito