Ddl anticorruzione: Pdl propone norma “anti-Batman”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:34

Sulla scia degli scandali che hanno investito la Regione Lazio e scoperchiato il malcostume della politica, torna pressante il dibattito sul disegno di legge anticorruzione. Il provvedimento – al vaglio della commissione Giustizia del Senato – potrebbe arricchirsi di un emendamento depositato ieri dal Pdl, con il quale s’intende scongiurare il rischio di nuovi casi Fiorito.

La proposta del Pdl – “Il Popolo della Libertà ha proposto l’inserimento, nel ddl anticorruzione, di un emendamento che configura una nuova fattispecie di reato, per colpire severamente tutti coloro che, avendo la disponibilità di contributi pubblici, li utilizzano per finalità diverse rispetto alle attività per le quali erano stati erogati o a fini esclusivamente privatistici”. A illustrare la natura dell’emendamento presentato ieri dal suo partito per dare una risposta ferma ai dilaganti casi di corruzione in politica è stato il segretario del Pdl, Angelino Alfano.

In carcere fino a 6 anni – “Il Pdl ha ritenuto indispensabile questo inserimento nel codice penale – ha continuato l’ex ministro della Giustizia – perché le recenti vicende di malcostume, per quanto concerne l’utilizzo dei contributi pubblici, hanno dimostrato che la normativa penale attuale non delinea in modo sufficientemente chiaro queste condotte illecite, del tutto riprovevoli ed eticamente inaccettabili”. “Con la propria proposta – ha insistito Alfano – il Pdl intende dare una risposta concreta ed efficace a comportamenti gravi e intollerabili, rappresentando con i fatti la ferma volontà di combattere l’inqualificabile fenomeno della malversazione dei soldi dei cittadini. Il reato – ha precisato il segretario del Pdl – sarà punito con la reclusione da due a sei anni“.

I sospetti dell’Idv – L’emendamento illustrato ieri dal Pdl ha suscitato la tiepida reazione di Antonio Di Pietro: “E’ evidente – ha scritto l’ex togato in una nota congiunta con Luigi Li Gotti, responsabile Giustizia del suo partito – che il Pdl voglia barattare qualche concessione sulla corruzione con l’indebolimento del sistema delle intercettazioni e con specifiche ritorsioni nei confronti dei magistrati”. “L’Idv lo dice con estrema chiarezza – hanno scritto Di Pietro e Li Gotti – il governo non accetti ricatti e assuma le decisioni più decise. Abbiamo subito oltre trenta richieste di fiducia, anche su provvedimenti che meritavano ben altro approfondimento. Una richiesta di fiducia sul disegno di legge anticorruzione, invece, sarebbe ben spesa: l’esecutivo non indugi”.

Maria Saporito