Vendola: La politica si è involgarita, ma non siamo tutti uguali

I recenti scandali alla Regione Lazio – che stanno spingendo le forze dell’ordine a verificare lo stato di salute dei conti pubblici anche presso altre amministrazioni territoriali – hanno invogliato Nichi Vendola a dire la sua. Per il governatore pugliese non è possibile generalizzare e occorre, piuttosto, evidenziare le differenze tra le varie Regioni. “Io ho dimezzato il debito della Puglia”, ha rivendicato il leader di Sel, che ha aggiunto: “Abbiamo già adottato il criterio dell’austerità“. E sull’urgenza di operare un “repulisti” all’interno della classe dirigente: “La politica ha accettato un codice commercial-pornografico“, ha affondato Vendola.

Il debito dimezzato – “Ho preso una Regione con 3 miliardi di euro di debito consolidato e l’ho dimezzato in 5 anni, come riconoscono anche le agenzie di rating internazionale”. A dichiararlo ai giornalisti che lo hanno intercettato ieri a Torino in occasione della presentazione di un libro, è stato il governatore della Puglia, Nichi Vendola. Il leader di Sel non ci sta a finire nel “calderone” della mala-politica: “Chi intende mettere tutti nello stesso mazzo – ha spiegato – ha un disegno politico, che è quello di non raccontare per intero la verità“.

Cooptazione e demerito – “La Puglia è all’ultimo posto della classifica per quanto riguarda la spesa per il Consiglio regionale – ha ribadito il governatore – noi spendiamo meno della metà di quanto spende il Piemonte, abbiamo già adoperato un criterio di austerità“. Differenze rimarcate con orgoglio per sottolineare la necessità di non cedere alla tentazione delle facili generalizzazioni. Quanto alla situazione nazionale: “Negli ultimi anni – ha osservato Vendola – la selezione della classe dirigente è avvenuta per cooptazione, per meriti che non c’entravano niente con la vita pubblica”.

Una politica “pornografica” – “Le campagne elettorali assomigliavano ai concorsi per le veline e per i tronisti – ha rincarato il leader di Sel – Si è verificato un involgarimento dovuto al fatto che la politica ha accettato un codice commercial-pornografico che ha invaso ogni aspetto della vita pubblica”.

Maria Saporito