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Alcoa: la Glencore rinuncia all’acquisto

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Ancora incertezze sul destino dello stabilimento Alcoa di Portovesme, sarebbe di ieri sera infatti, la notizia della rinuncia all’acquisto da parte della multinazionale svizzera Glencore. Secondo le indiscrezioni relative alla lettera di rinuncia, fatta pervenire dai vertici della società al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, a far desistere gli svizzeri sarebbe stato soprattutto il costo dell’energia.

La Glencore aveva chiesto al governo di mettere un tetto al costo dell’energia, fissato, secondo i calcoli della società a 25 euro/Mwh, ma la richiesta avanzata non sarebbe stata giudicata esaudibile dal Mise. Il manager della multinazionale sottolinea nel comunicato, che con l’applicazione dei meccanismi illustrati sarebbero arrivati ad un costo finale dell’energia pari a 35 euro/MWh, prezzo che si sarebbe rivelato insufficiente a garantire la continuità produttiva di Alcoa. Il manager continua affermando che non è intenzione della Glencore richiedere al Governo italiano violazioni alla legislazione europea esistente, bensì semplicemente suggerire percorsi alternativi che potrebbero riequilibrare i fattori produttivi non sostenibili economicamente.

Il ministro Passera spiega però che le trattative non sono fallite, in quanto ci sarebbero molte altre aziende interessate all’acquisizione dello stabilimento, e comunque il Governo si impegnerà a cercare altri potenziali acquirenti, confermando l’impegno massimo a risolvere la situazione Alcoa. Riguardo alla lettera della Glencore replica che il prezzo dell’energia richiesto per permettere alla trattativa di proseguire, non corrisponde né a quello di mercato e né tantomeno a quello autorizzato dall’Unione europea.

Marta Lock