Ballarò anticipazioni: Gianfranco Fini e Roberto Formigoni

Ballarò, il programma condotto da Giovanni Floris, torna domani sera, martedì 2 ottobre, con ospiti del calibro del presidente della Camera Gianfranco Fini e del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni per parlare del cammino che porterà l’Italia alle elezioni fra sperperi e crisi. Come di consueto il talk politico di Rai 3, inizierà alle ore 21.05 circa, e fin dalle prima battute offrirà l’attesissima copertina satirica di Maurizio Crozza, il comico genovese che ha l’innata capacità di cogliere il personaggio del momento e di ironizzare sui problemi del Paese punzecchiando a dovere, senza nessun timore, i politici e gli ospiti presenti in studio e che settimana scorsa ha inveito contro Renata Polverini, al centro del Laziogate, ed ha incitato i telespettatori a comperare forconi adatti ad ogni esigenza.

Anticipazioni. Dopo i problemi con la Regione Lombardia, lo scandalo della Regione Lazio e la Finanza che sta indagando in varie Regioni, fra sperperi e sprechi delle Provincie, compravendite di parlamentari e la realtà quotidiana di un Paese ancora in crisi economica, l’Italia si appresta ad andare, in qualche modo, verso le elezioni, ma cosa succederà ancora? Le indagini dei finanzieri porteranno a galla altri conti gonfiati, altro marciume e, di conseguenza, altri scandali? A che cosa serviranno, quindi, le  prossime elezioni politiche? Ci sarà la possibilità di fare realmente pulizia mandando a casa chi non si merita la fiducia degli elettori? A parlarne, domani sera, oltre ai due ospiti già citati, vi saranno anche: l’imprenditore Nerio Alessandri, l’editorialista del Corriere della sera Sergio Rizzo, l’editorialista di Repubblica Concita De Gregorio, il direttore di Panorama Giorgio Mulè ed il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli.

Sondaggio. Sul sito della trasmissione si può inoltre leggere come gli italiani, in risposta al sondaggio proposto, abbiano asserito di  non far sconti a nessun partito. Alla domanda che chiedeva, infatti, “Quale è il partito meno compromesso da scandali e malapolitica” ben il  41% degli intervistati ha risposto: “nessuno.” Come si colloca, quindi, questo dato, all’interno di una visione più ampia che vuole sondare la fiducia che i futuri elettori ripongono nella politica e nei suoi rappresentati? Cosa potrebbe comportare, tutta questa sfiducia, una volta che si dovrà andare alle urne?

Alessandra Solmi