Bocchino inguaia Frattini: Anche lui coinvolto nello scandalo Montecarlo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:27

A pochi giorni di distanza dall’attacco mediatico sferzato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, all’indirizzo di Silvio Berlusconi, a rincarare la dose sul caso Montecarlo ci ha pensato ieri Italo Bocchino. Il luogotenente di Fini ha ribadito quanto detto dal leader di Fli circa il tentativo – da parte del Cavaliere – di screditarlo politicamente con un dossier falso, aggiungendo nuova carne al fuoco. Ovvero, il presunto coinvolgimento dell’ex ministro Franco Frattini nell’operazione Santa Lucia, condotta in collaborazione col faccendiere Valter Lavitola.

Il je accuse di Bocchino – “Abbiamo notizie precise anche sul coinvolgimento di Frattini. Lo denunciai subito: Frattini ebbe un incontro riservato a New York con il capo del governo di Santa Lucia per ottenere ulteriore documentazione. L’incontro fu organizzato da Lavitola“. E’ quanto ha dichiarato ieri il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, in un’intervista concessa al Fatto Quotidiano. Il riferimento è al presunto complotto ordito dall’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ai danni del suo ex alleato, Gianfranco Fini, accusato di aver consegnato le chiavi di un appartamento sito a Montecarlo (ereditato da An) al cognato Giancarlo Tulliani.

Il rifiuto di Lavitola – “Come è andata lo sappiamo solo io e Fini – ha continuato nel suo racconto Bocchino – Posso solo dire che siamo stati informati di un’attività anti-istituzionale, anti-italiana, e immagino che la fonte l’abbia fatto per tutelare l’interesse nazionale. Oggi c’è un dato oggettivo: un signore in carcere, per corruzione internazionale, mette nero su bianco, con una lettera, che il presidente Berlusconi gli ha dato dei soldi per l’operazione Fini”. Non solo: l’esponente di Fli ha fornito ghiotte informazioni anche sul conto di Valter Lavitola“Berlusconi mi chiese di inserirlo nella lista dei candidati per le elezioni europeeha detto – e mi spiegò la motivazione: Lavitola l’aveva aiutato nell”operazione libertà’. Lo chiamai per annunciargli la candidatura, ma rifiutò“. “Non era interessato a una competizione con le preferenze – ha precisato il finiano –  Credo che volesse qualcosa di più concreto di una candidatura, ma questa è una mia sensazione”.

Maria Saporito 

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Siciliana di origine, romana d'azione, scrivo da anni occupandomi principalmente di politica e cronaca. Ho svolto attività di ufficio stampa per alcune compagnie teatrali e mi muovo con curiosità nel mondo della comunicazione. Insegnante precaria, sto frequentando un corso per insegnare italiano agli stranieri.