Home Spettacolo Ballarò: Maurizio Crozza contro Roberto Formigoni e Gianfranco Fini

Ballarò: Maurizio Crozza contro Roberto Formigoni e Gianfranco Fini

Maurizio Crozza ha partorito un’altra copertina al vetriolo ovvero quella che è andata in onda questa sera, su Rai 3, durante l’inizio di Ballarò, il talk politico condotto da Giovanni Floris con ospiti della puntata Roberto Formigoni e Gianfranco Fini che, a causa della verve satirica del comico, ne sono usciti un po’ malconci.

Fiorito e Formigoni. Crozza ha esordito dicendo: “Caro il mio Giova”, così chiama sempre l’amico conduttore,  “sono un po’ triste oggi hanno arrestato er batman, l’hanno messo in una bat galera e hanno buttato via la bat chiave” In due parole, cioè, Crozza ha riassunto le ultime vicende riguardanti l’arresto di Franco Fiorito. Crozza ha poi proseguito dicendo: “la cosa bella è che nei giorni scorsi Fiorito aveva detto: non me sento un ladro, sì me sono pigliato 1 milione e 300mila euro de soldi pubblici, ma non me sento un ladro. Quando è Giova che in questo paese ci si sente un ladro? Non lo so, ci sarà una scala per misurare il grado di ruberia. Nei terremoti c’è la magnitudo, per i ladri ci sarà la magnitudo” per poi arrivare a dire: “Non so, han trovato nel tritacarte di Fiorito le fatture tritate, le aveva fatte alla julienne, si è mangiato pure le fatture”. Da qui il comico genovese ha rivolto la sua attenzione all’ospite Roberto Formigoni dicendo: “No mi scusi mi tolga una curiosità: ma se lei avesse trovato le sue famose ricevute le avrebbe tritate, fatte in padella? Ah no, lei è più da marinara…a lei piace così tanto andare in barca con Daccò.” Formigoni, però, non è stato zitto, seduto sulla sua poltroncina, ad applaudire Crozza, dicendo che il comico non lo faceva più ridere. Crozza ha poi proseguito dicendo: “Guardi Formigoni, il Pirellone è l’unico posto in Italia in cui la Guardia di Finanza se ti trova con una ricevuta ti arresta. In regione Lombardia detenete il record, avete 12 indagati su 80 consiglieri” proseguendo con: “Prendiamo il caso Penati, Formigoni. le piace il caso Penati? Ieri è stato rinviato a giudizio e le accuse sono: corruzione, concussione, finanziamento illecito ai partiti. Ecco, la domanda è questa: è vero che mentre leggevate i suoi capi d’accusa in aula si sentiva celo, celo, celo, manca, celo, celo”.

Legge anticorruzione. Crozza ha proseguito il suo monologo chiedendosi: “Cosa ci è rimasto di sano in Italia? I consigli delle classi almeno sono rimasti sani anche  in quelli c’è un giro di gessetti illeciti?” per poi dire: “Guarda Giova che in Italia sta venendo fuori tanto di quel marcio che hanno visto gommoni di clandestini fare virate a U per tornare verso casa”. Da qui Crozza è passato ad interrogarsi sulla legge anticorruzione dicendo: “La legge anticorruzione dovrebbe essere votata da un parlamento dove ci sono 100 indagati ma come è come chiedere a Giovanna d’Arco di andare a far legna per il falò”  per poi proseguire dicendo: “Facciamo leggi di tutti i tipi, ci sono le leggi per regolare la pesca delle alici, una legge che regola l’utilizzo dei termini cuoio, pelle e pelliccia.” Rigirando poi l’interrogativo all’altro ospite: “A lei è mai venuta in mente Fini, una legge anticorruzione?” aggiungendo, prima che Fini possa rispondere: “Uno che governa con un corruttore per 20 anni mica può pensare di fare una legge anticorruzione!” e chiudendo con:Mi scusi Fini sono uno stolto, ma è Giovanni che mi invita sempre”.  Sempre a Fini Crozza dice: “ E’ bello rivederla qui a Ballarò, per un attimo ho temuto che lei avesse lasciato la politica e si fosse rimesso a lavorare veramente”. (video)

Alessandra Solmi