Body Worlds: corpi umani veri in mostra per educare (foto)

Inaugurata ieri alla Fabbrica del vapore di Milano la mostra a scopo educativo Body Worlds. Dai contenuti apparentemente inquientanti, ma con l’unico scopo di sensibilizzare le persone ad avere una maggiore cura del proprio corpo, soprattutto per quanto riguarda ciò che di esso non appare normalmente agli occhi,  i cadaveri plastinati di Gunther Von Hagens hanno riscosso nel mondo un enorme successo, la mostra vanta infatti ad oggi 35 milioni di visitatori. Dalle figure intere, che siano scheletri che giocano a carte o figure plastinate, organi e muscoli compresi, alle “fette”  appositamente tagliate,  l’esposizione permette di osservare il corpo umano all’interno, una sorta di specchio in grado di trapassare la barriera (mancante) della pelle.

Scopo altamente educativo. Non è tanto per impressionare il pubblico che i realizzatori di Body Worlds  hanno scelto la formula dell’altissimo impatto visivo , dello stupire, dell’inquietare (cliccare su Gallery in basso a destra per accedere alle immagini) , ma più che altro perchè la spettacolarizzazione della mostra, un percorso evolutosi in modo sostanziale dalla prima esposizione in Giappone del 1995, aiuta chi la visita a ricordare meglio concetti e particolari, e se il fine è quello di educare e sensibilizzare, tanto di guadagnato per tutti. A spiegarlo è stata la curatrice Angelina Whalley: “il rendere la mostra più artistica di quanto fosse originariamente è qualcosa che abbiamo imparato dai visitatori (in Giappone, Nda)”. I commenti lasciati tramite bigliettini sono stati analizzati prima ed ascoltati poi, ed il risultato negli anni si è vist, non solo a livello di successo di pubblico. Tramite sondaggi, ha spiegato ancora la Whalley “abbiamo verificato che il 9% delle persone passate per Body Worlds ha smesso di fumare ed il 25% ha migliorato il suo stile di vita, iniziando o riprendendo a fare attività fisica”. D’altra parte osservare nella stessa teca ed a pochi centimetri di distanza tre polmoni completamente diveri tra loro, è sicuramente impressionante, oltre che istruttivo. Il primo è un polmone “normale”, il secondo è quello di un fumatore, il terzo è invaso dalle metastasi di un cancro.

La plastinazione.  Una tecnica piuttosto complessa, operata da Hagens su corpi messi a disposizione dai loro proprietari quando ancora erano in vita, per i motivi più disparati. Si inizia con il “pompaggio di formalina nel corpo, attraverso le arterie“. In seguito si “sciolgono i grassi corporei grazie ad un solvente” (primo processo di scambio). la terza fase è quella di rimozione dell’acetone (il solvente), sostitito da una materia plastica di tipo siliconico e “si immerge il preparato in una soluzione di materia plastica, posta in una camera a vuoto”. Questo vuoto “aspira via” l’acetone dal preparato e permette alla materia plastica di “penetrare in ogni singola cellula” (secondo processo di scambio). Il passo successivo è quello in cui il “preparato” viene modellato nella posizione voluta (spesso queste posizioni sono molto dinamiche, aspettarsi dei corpi “immobili” è del tutto fuorviante). Infine viene polimerizzato, tramite luce o gas. Il tutto richiede circa 1500 ore di lavoro ed un anno di tempo.

Se il clou della mostra è il cuore, esposto in ogni sua più piccola parte, i messaggi che passano scientificamente attraverso Body Worlds  sono speranza e (ancor di più) prevenzione. E’ ottimo quindi vedere sempre il bicchiere mezzo pieno perchè essere ottimisti aiuta (un esauriente cartello spiega come si possa anche morire di stress, a causa del cedimento del cuore), ma è ancora meglio conoscere a fondo se stessi, e tenere comportamenti e stili di vita il più possibile sani. Se trovarsi davanti ad un intero corpo umano plastinato può addirittura spaventare (c’è anche chi è svenuto, raccontano in conferenza stampa), l’impressione è quella che l’occasione sia più unica che rara, se si vuole davvero acquisire una conoscenza superiore del proprio organismo. Body Worlds è patrocinato da Comune e Provincia di Milano, dalla Regione Lombardia e dai Ministeri di Università e Ricerca e Salute.

Angelo Sanna

Fotografie: Emanuele Bai