Legge elettorale: la seconda volta di Calderoli

Il faticosissimo accordo sulla riforma elettorale potrebbe essere raggiunto grazie all’apporto di Roberto Calderoli. Il leghista – autore del Porcellum rinnegato da tutti – avrebbe, infatti, presentato una bozza su cui potrebbero convergere i vari partiti. Uno schema inedito, che – se venisse approvato – permetterebbe all’ex ministro padano di rimediare (almeno in parte) ai danni del passato. Ma a tradire scarso entusiasmo sull’ipotetica soluzione “calderoliana” sono stati sia gli ex An che il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.

Al via il Contro-porcellum – A fornire l’agognato “antidoto” alla contestata legge Porcellum potrebbe essere il suo stesso creatore, Roberto Calderoli. L’ex ministro per la Semplificazione ha presentato uno schema in commissione Affari costituzionali del Senato che, per la prima volta, ha spinto i presenti a ragionarci su, senza scartare a priori la possibile soluzione. Di che si tratta? La bozza del leghista prevede un sistema proporzionale con collegi molto piccoli, con liste bloccate (addio alle preferenze) ma con pochissimi candidati (in media tre eletti per circoscrizione), la soglia di sbarramento fissata al 4-5% e un premio di maggioranza alla coalizione che supera il 40%. Qualora nessuno riuscisse a superarla, è  previsto un ‘bonus’ del 5% da attribuire alla prima lista.

L’ironia dei senatori – Un sistema elettorale inedito, che – nelle ambizioni del suo autore – dovrebbe garantire la governabilità, premiare chi ha effettivamente ottenuto la maggioranza dei voti, e nel contempo salvaguardare il rapporto eletto-elettore pur non contemplando le preferenze. Lo spiraglio aperto dalla bozza Calderoli ha suscitato ilarità: “Nel bene e nel male, è comunque un maestro”, ha ironizzato la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, riferendosi all’ex ministro del Carroccio, mentre il dipietrista Felice Belisario si è limitato ad aggiungere: “Calderoli? Un nome, una garanzia”.

C’è chi dice no – A frenare gli entusiasmi ci ha pensato però il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che – messo a conoscenza della possibile soluzione indicata da Calderoli – ha detto: “Accordo sulla legge elettorale? Non mi pare proprio. In giro c’è troppo ottimismo. Se qualcuno pensa di fare una legge che produca ingovernabilità per poi tornare al governissmo si sbaglia”. E a remare contro sarebbero anche gli ex An, che – convocati in serata dal segretario Angelino Alfano – avrebbero ribadito la loro categorica indisponibilità a rinunciare alle preferenze.

Maria Saporito