Cina-Giappone, le isole contese affondano il mercato automobilistico

Cina-Giappone, le isole contese affondano il mercato automobilistico – La tensione diplomatica fra Pechino e Tokyo per la sovranità sulle isole Senkaku, nel Mar Cinese Orientale, da tempo al centro di un’aspra contesa territoriale tra Cina e Giappone, ha gravi ripercussioni sul mercato automobilistico giapponese. Da quando è scoppiata la questione, si è infatti verificato in Cina un crollo delle vendite di autovetture ‘made in Japan’. Nel dettaglio, la Toyota ha perso l’1 % delle vendite (75.300 macchine vendute, contro una media mensile di circa 80mila prima della crisi diplomatica), mentre la Nissan ha perso l’1,2 %. In discesa anche il marchio Mazda, che a settembre ha venduto 13,258 veicoli contro i 17.597 di agosto.

Venti di guerra nel Mar Cinese Orientale – Al momento l’arcipelago della discordia, disabitato ma ricco di risorse naturali, è controllato da Tokyo, ma la sovranità è rivendicata anche da Taiwan. Secondo il ministero degli Esteri cinese, l’annuncio da parte del Giappone dell’acquisto delle isole Senkaku (Diaoyu in lingua cinese) e della loro nazionalizzazione rappresenta una grave violazione della sovranità della Cina. Definendo la posizione nipponica come “altamente offensiva per 1,3 miliardi di cinesi, in quanto seriamente calpesta fatti storici e della giurisprudenza internazionale”, il governo di Pechino ha dunque espresso ferma opposizione contro la mossa del Giappone.
R. E.