Monti taglia la politica: Meno poltrone e stop ai vitalizi facili

I tagli del governo – Dopo i cittadini toccherà ai politici fare qualche sacrificio per il bene comune. Non solo, ma dopo gli ultimi scandali sulle spese pazze della politica, un intervento è stato necessario per ridare credibilità alle istituzioni.
Il Consiglio dei Ministri ieri ha approvato un decreto legge che contiene, oltre a misure per favorire la crescita, anche misure drastiche per la politica e gli enti locali.
Lo stesso Monti ha spiegato il motivo dell’accelerazione del governo: “L’opinione pubblica è sgomenta di fronte a fatti che minano gravemente la fiducia e la reputazione del Paese e la sua credibilità. Gli scandali rischiano di vanificare lo sforzo che stiamo tutti facendo perché il ruolo dell’Italia, paese civile e democratico, venga pienamente riconosciuto a livello internazionale”.

Maggiore credibilità – Occorre ridare credibilità alle istituzioni, ricostruire un’immagine calpestata dai comportamenti dei singoli: “Possiamo immaginare quale effetto può avere sull’immagine dell’Italia quando si verificano episodi di evasione fiscale o corruzione. Che può pensare un cittadino straniero quando vede scorrere certe immagini di festini inqualificabili alla televisione? Per l’Italia è un danno incalcolabile. Il decreto sulla trasparenza sui costi degli apparati politici  è una misura richiesta dagli stessi presidenti delle Regioni e dai cittadini, che dopo i fatti inqualificabili che sono successi, sono indignati che a loro si richiedano sacrifici anche pesanti mentre mondo politica sembra essere esentato”.

I contenuti del decreto – Il provvedimento contiene in primis un taglio ai compensi dei consiglieri e assessori. Non dovranno, infatti, superare il livello di retribuzione applicato dalle Regione maggiormente virtuosa.
Il diritto al vitalizio scatterà solo superata la soglia dei 66 anni di età, mentre sono previsti tagli anche al numero delle poltrone.
Non saranno candidabili per 10 anni gli amministratori che hanno contribuito al dissesto economico di un comune o di una provincia.
Il decreto tiene alto il livello di controllo della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza che avranno il compito di sottoporre gli enti locali a controlli severi.

Matteo Oliviero