Pdl scaduto e malriuscito: così i berluscones sconfessano il partito

Il partito del Cavaliere non è ancora stato “archiviato” ufficialmente, ma in molti (al suo interno) si affrettano a celebrarne il funerale. Gli scandali che hanno “terremotato” il Pdl hanno evidenziato l’esilità di una struttura percorsa da sempre da distanze insidiose, pronte ad implodere nel momento di massima criticità. Come certificato dal caos che serpeggia in questi giorni in via dell’Umiltà, dove si studia per  “resettare” tutto e per dare forma a un progetto sospeso tra passato e futuro.

L’allarme di Cicchitto – Salvare il salvabile per andare avanti: è questa, in sintesi, l’opinione del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, impensierito – come molti altri colleghi – dalla brutta “china” del suo partito: “Bisogna evitare di buttare via insieme all’acqua sporca anche il bambino – ha precisato – Ora, malgrado tutto, il Pdl esiste ancora a livello nazionale e locale e a livello parlamentare è addirittura determinante. Non si può troppo a lungo lasciare una forza politica in posizione di attesa e di stallo – ha segnalato Cicchitto – il rischio è che per un verso si accentui la conflittualità interna, per altro verso che addirittura emerga di essa solo il peggio”.

Scaduto e non riuscito – A usare parole definitive è stata Daniela Santanchè: “Non è tempo per fare processi – ha dichiarato ieri – bisogna azzerare e ripartire togliendo le ipocrisie all’interno del partito, tra chi vuole e crede in Berlusconi come migliore candidato e chi, invece, crede in altro modo. Non possiamo più andare avanti con il Pdl – ha scandito la pasionaria – perché è scaduto dal cuore degli italiani”. Più o meno quanto sostenuto dalla deputata Nunzia De Girolamo, che – con maggiore severità – ha parlato però di prodotto difettoso dalla fabbricazione: “Il Pdlha affondato – è un esperimento di laboratorio non riuscito“.

Azzerare per rinascere – Il quadro tracciato dai berluscones racconta, insomma, di un partito allo sfascio, in attesa di un evento capace di segnare una svolta. “Il prossimo 2 dicembre probabilmente si terrà un’Assemblea straordinaria”, ha annunciato il vicepresidente dei deputati Pdl, Osvaldo Napoli, che ha parlato di circa 40 ipotesi sul futuro dello schieramento. Ipotesi su cui starebbe lavorando il segretario Angelino Alfano, alle prese – raccontano – con un progetto da declinare in 10 punti. Una sorta di programma di “rinascita”, incardinato sull’azzeramento di tutte le cariche dirigenziali e sull’apertura alle liste civiche. Le incognite, ovviamente, rimangono tante (prima tra tutti: che fine farà Silvio Berlusconi e tutti i “big” che non sembrano intenzionati a farsi da parte?), ma stando ai beninformati, il nome ci sarebbe già: “centrodestra italiano”.

Maria Saporito