Pd: pace fatta tra Renzi e Bersani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:18

Pace fatta nel Pd – L’assemblea nazionale del Pd che si è tenuta nei giorni scorsi ha dato i suoi buoni frutti ed ha sancito una pace, o almeno una tregua, tra il segretario del partito, Pierluigi Bersani e il sindaco rottamatore, Matteo Renzi. L’assemblea ha approvato la modifica transitoria dell’articolo 18 dello statuto del partito che permette così a qualsiasi iscritto del partito di candidarsi alle prossime primarie. In questo modo Matteo Renzi, sindaco di Firenze, avrà la possibilità di concorrere assieme ad altri, alla leadership del Pd, e puntare, chissà, a lottare per la carica di premier nelle prossime elezioni politiche del 2013.

Il Pd non si è diviso – Alla fine di tutto, il voto è stato compatto e il partito del Pd, che in questo ultimo periodo sembrava scindersi in più pezzi, non si è diviso: per passare, la riforma che prevedeva la modifica dell’articolo 18 aveva bisogno della maggioranza assoluta dei 949 delegati, ossia 475 voti. I sì sono stati 575, 8 i no e un delegato si è astenuto. I delegati registrati erano infatti 612, un numero più che sufficiente a garantire la legalità delle votazioni.

Capolavoro di democrazia – “È stato un capolavoro di democrazia” – queste sono state le parole del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, subito dopo il verdetto finale. La votazione è stata difficile, e non sono mancate di certo le critiche e le incomprensioni, ma alla fine il Pd sembra aver trovato una pace interna.

Maria Rosa Tamborrino