Pdl nel caos: Cicchitto dice no ad azzeramenti e rottamazioni

Sì all’auto-rinnovamento, no al radicale azzeramento: è’ quanto ha detto ieri il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. Per Cicchitto il caos seguito allo scandalo del Lazio non può aprire la strada a soluzioni irreversibili per il partito, ma deve piuttosto stimolare la ricerca di “vie di uscita” ragionevoli. Come quella che potrebbe condurre a un  ritorno del Cavaliere o alla scelta di un nuovo leader attraverso le primarie.

Cambiamento e continuità – “Operazioni di totale distruzione non comportano passi in avanti, ma salti nel buio. Un partito che non voglia buttare al vento tutto deve sapere combinare continuità e cambiamento“. A dichiararlo ieri alla Stampa è stato il capogruppo del Pdl a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto, che ha voluto così sbarrare la strada alle ipotesi di azzeramento del partito ventilate negli ultimi giorni da molti colleghi (primo tra tutti, Gianni Alemanno). Una ritrosia, quella di Cicchitto, tradita anche nei confronti di una possibile “rottamazione”“Esistono giovani bravissimi compressi da anziani prepotenti – ha concesso il pidiellino – ma esistono anche personalità mature che hanno un loro prestigio e che sono in grado di dare contributi positivi. Il punto vero è riprendere l’iniziativa sul piano politico e definire la leadership: la mancanza di questi elementi – ha evidenziato Cicchitto – ci pesa moltissimo”.

Aspettando Godot – Per il capogruppo del Pdl alla Camera è arrivato il momento di sciogliere ogni riserva e di spiegare agli elettori quale strada si intende percorrere: “O Berlusconi rompe gli ormeggi – ha detto – o Alfano si cimenta insieme ad altri, giovani o anziani che siano, nelle primarie“. “Al punto in cui siamo – ha precisato Cicchitto – va bene qualunque scelta purché si scelga. Benissimo Berlusconi, altrettanto bene Alfano con eventuali primarie. Sono mesi che aspettiamo Godot. Con la crisi di governo, Berlusconi ha fatto un passo indietro, ma rispetto alla possibilità di aggregare una grande forza moderata – ha osservato il pidiellino – né CasiniMontezemolo finora hanno battuto un colpo. Ancora oggi non vedo arrivare un segnale, ma non si può rimanere ad aspettare fino a 5 giorni prima del voto”. 

Se Berlusconi diventa Mao – Un’urgenza che deve fare il paio con cambiamenti importanti: “Basta con le logiche verticistiche e la cooptazioneha tagliato corto l’ex craxiano – Nel partito facciamo votare gli iscritti e usiamo le primarie per le cariche elettive”. “Il Pdl si deve auto-rinnovare, non essere bombardato – ha rimarcato Cicchitto – Un Berlusconi-Mao devo ancora vederlo, perché nelle riunioni ha espresso pareri e non definizioni tranchant”.

Maria Saporito