Stasera su Iris inizia il tributo a Robert De Niro: apre Taxy Driver

Per la serie Actor’s studio, dopo aver omaggiato il grande Clint, l’attenzione del canale Iris si focalizza ora su Robert De Niro; immensa icona del cinema nonché leggenda “semovente” per gli estimatori delle sue intense prove attoriali.  Con “Taxi Driver”, il regista Martin Scorsese denuncia gli scempi della guerra in Vietnam raccontando con il suo inconfondibile realismo, le allucinazioni del sociopatico e alienato tassista Bickle. Sono i tempi dei film caratterizzati dall’impegno sociale, anzi, dalla critica spietata di quell’America, fino ad allora raccontata dal cinema come patria immacolata. Assieme a De Niro – che, per calarsi al meglio nella parte, studia le malattie mentali e lavora come tassista nei sei mesi antecedenti le riprese – anche una tredicenne Jodie Foster, che con questa interpretazione entra di diritto nell’olimpo hollywoodiano (per lei, nomination agli Oscar come Miglior attrice non protagonista).Palma d’Oro a Cannes nel 1976, “Taxi Driver” è dedicato alla memoria del compositore Bernard Hermann (“Psycho”), scomparso prima dell’uscita del film nelle sale.

Ma dici a me?… Ehi, con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui.” L’ex marine Travis Bickle fa pratica con la pistola parlando a sé stesso davanti allo specchio: è la scena madre di “Taxi Driver” indimenticabile, tragica, sconclusionata, confusa come la confusione che divora e aliena Travis. Grandissima interpretazione di un giovane De Niro che mette in luce il proprio arsenale espressivo che, nel tempo, lo consacrerà come uno degli attori più intensi del cinema statunitense.

Valeria Panzeri