10 ottobre, Giornata mondiale contro la pena di morte

Oggi, 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale contro la pena di morteRiccardo Noury, presidente di Amnesty International Italia, ha ricordato gli obiettivi e i risultati di questa iniziativa promossa a livello internazionale: “L’appuntamento non è stato istituito per ricordare un fatto specifico. La pena di morte andrebbe combattuta ogni giorno”, “Due nazioni, ogni anno, aboliscono la pena di morte”. Sono 155 i paesi impegnati e allineati contro la pena di morte e 43 quelli che devono cambiare idea. Si ricorda la Tunisia che ritiene che la pena di morte sia l’unico strumento educativo, con il quale punirà gli aggressori dell’ambasciata statunitense avvenuta lo scorso 14 settembre. E ancora la Biellorussia, unico paese in cui sopravvive la pena capitale.

Ancora il presidente di Amnesty Noury parla della pena di morte in America: “Negli Stati Uniti sono state eseguite trenta esecuzioni dall’inizio del 2012. L’amministrazione Obama non è l’unica del G8 che prevede la pena capitale. In Giappone sono riprese le impiccagioni. A nessun cittadino del paese asiatico, nel 2011, è stata inflitta la pena capitale”.

I numeri delle esecuzioni che ogni anno vengono attuate a livello mondiale sono sconfortanti ma non si deve dimenticare che mezzo secolo fa, il numero dei paesi abolizionisti era grosso modo uguale a quello dei paesi che usano oggi la pena capitale. L’iniziativa di Amnesty International sulla pena di morte è concentrata in particolare su due condanne di esecuzioni: il caso di Chiou Ho-shun, detenuto in Taiwan che ha denunciato di aver confessato solo perché sotto tortura (come prova ci sono le registrazioni audio), e l’altro caso è Reginald Clemons, un afroamericano del Missouri, condannato per l’omicidio di due ragazze e sempre dichiaratosi innocente.

I. F.