Pussy Riot, confermata in appello la condanna a due anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:30

Pussy Riot, confermata in appello la condanna a due anni – Si è tenuto oggi, presso il Tribunale municipale di Mosca, il processo d’appello alle tre componenti delle Pussy Riot in carcere dal 17 agosto scorso con l’accusa di teppismo motivato da odio religioso, dopo una ‘messa-concerto’ di protesta tenuta nella cattedrale di Mosca. La corte d’appello di Mosca ha confermato la condanna a due anni di reclusione per le tre musiciste della band, Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alekhina e Ekaterina Samutsevich, concedendo però la condizionale a quest’ultima. I legali delle altre due artiste hanno, invece, preannunciato di voler ricorrere al presidium della Corte di Mosca e poi alla Corte europea dei diritti umani.

La difesa delle Pussy Riot – “Noi siamo tutte e tre innocenti, siamo in prigione per le nostre convinzioni politiche, ha dichiarato Maria Alekhina parlando da una gabbia in vetro. Non volevamo offendere nessuno, né i preti né i credenti, volevamo solo esprimere la nostra protesta contro la fusione tra i leader religiosi e politici del nostro Paese”, ha continuato la musicista, dicendosi sdegnata dal sostegno accordato dal patriarca della Chiesa ortodossa Kirill alla candidatura di Putin al Cremlino.  Anche Nadia Tolonnikova, leader delle Pussy Riot, ha detto di essere pronta a scusarsi se ha offeso qualcuno, precisando però che un pentimento è impossibile, perché significherebbe riconoscere che la nostra azione era anti religiosa”.

R. E.

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