Formigoni risponde alla Lega: Se cado io, cadono anche Piemonte e Veneto

L’ultimatum di Formigoni – Dopo l’ennesimo scandalo nel consiglio regionale Lombardo, la fine della legislatura sembra ormai vicina.
Questo perché, stando alle parole del leghista Matteo Salvini, potrebbe essere il Carroccio a staccare definitivamente la spina qualora non ci sia un azzeramento della giunta.
Ma il governatore non ci sta e ribatte alle richieste della Lega: “Mi sono sentito con il presidente Berlusconi e con il segretario Alfano, che hanno confermato la linea del Pdl: se cade la Lombardia un secondo dopo cadono Veneto e Piemonte”, le due regioni guidate dalla Lega e dalla salda alleanza con il Pdl.
Formigoni si è poi detto “tranquillo” sul futuro della legislatura.

Boccassini: Democrazia violata – Le accuse rivolte dalla Procura di Milano sono delle peggiori. “La ‘ndrangheta inquina la vita politica in Lombardia e a Milano e quindi “incide sulla democrazia. Ora per la prima volta è stata dimostrata in Lombardia  l’esistenza del voto di scambio e soprattutto si è applicato l’articolo 416 ter del codice penale che punisce chi chiede i voti alle cosche e in cambio paga”.

Le altre reazioni – L’opposizione chiede a gran voce le elezioni anticipate. “Così non si può andare più avanti”, ha ricordato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.
Chiaramente devono essere verificate tutte le accuse, però, devo ricordare che per l’ordinanza di custodia cautelare sono necessari gravi indizi di colpevolezza. Il che significa che le indagini sono già avanti. E’ un fatto non grave, ma gravissimo. Sono contestati reati che non possono non avere una punizione”. 
Ormai sale a 13 il numero degli indagati in Lombardia tra giunta e consiglio regionale. I consiglieri d’opposizione sono pronti a consegnare le proprie dimissioni, anche se questo non basta per far cadere la Giunta Formigoni.

Matteo Oliviero