Vendola sul caso Ilva: Un ricatto del liberismo

Il leader di Sel, Nichi Vendola, ha partecipato ieri (insieme a Pier Luigi Bersani e a Riccardo Nencini) a un incontro con alcune associazioni della società civile. L’occasione ideale per ribadire i punti fermi del suo programma, incardinato su una lotta convinta al liberismo, e per lanciare l’idea di una coalizione proiettata verso il cambiamento. E sul caso Ilva: “Il conflitto vero – ha spiegato il governatore della Puglia – è tra il profitto e le ragioni del lavoro e dell’ambiente”. 

L’alleanza con i giovani – “La coalizione non può essere né la foto di Vasto né la foto di Ripetta. La coalizione deve essere un processo di apertura e di allargamento”. Così il leader di Sel, Nichi Vendola, intervenuto ieri a un incontro organizzato a Roma (al Residence Ripetta) per ascoltare le ragioni della società civile. All’incontro erano presenti anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il segretario del Psi, Riccardo Nencini, ai quali Vendola ha chiesto di saldare un’intesa a partire dai contenuti. “Per me l’alleanza fondamentale – ha spiegato il presidente della Regione Puglia – è quella tra noi e una giovane generazione che ha diritto, non alle coccole giovanilistiche, ma a una profonda riforma degli assetti della nostra società”.

Innovazione e diritti – “Noi non possiamo essere la coalizione del vorrei ma non posso – ha rincarato Vendola – dobbiamo essere la coalizione che costruisce coerenza tra un’agenda di cambiamento e le cose che si mettono concretamente in campo”. “Dobbiamo smetterla di sollecitare il peggio di uno spirito imprenditoriale che pensa di poter competere comprimendo il costo del lavoro e riducendo le tutele e i dirittiha proseguito nel suo ragionamento il numero uno di Sel – Nel mare magnum della globalizzazione si va con l’innovazione del prodotto, portando il meglio, la qualità del made in Italy”.

Il ricatto del liberismo – E dopo aver sottolineato l’importanza della “green economy”, Vendola ha affrontato il tema caldo dell’Ilva“A Taranto – ha detto – non c’è il conflitto tra il lavoro e l’ambiente, c’è il conflitto tra il profitto, che è stato perseguito in maniera irresponsabile, e le ragioni congiunte del lavoro e dell’ambiente. Un uomo e una donna vivono quando possono lavorare ed esercitare il diritto alla salute – ha spiegato il governatore pugliese – L’idea di spacchettare i diritti di cittadinanza è una delle forme del ricatto ideologico a cui il liberismo ci ha addestrati”.

Maria Saporito