Marchionne chiede scusa ai fiorentini, ma non a Renzi

Una lettera per rimediare e per contenere l’ira dei risentiti fiorentini. L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha tentato ieri di mettere una pezza allo “svarione” commesso qualche giorno fa quando, per “pungere” il giovane Matteo Renzi, è riuscito a far infuriare un’intera città. Una missiva in cui il manager italo-canadese ha scaricato la colpa dell'”incidente diplomatico” su un giornalista che avrebbe decontestualizzato le sue dichiarazioni favorendone un’interpretazione sbagliata. Ma se l’ad del Lingotto ha cercato di ricucire con i fiorentini, non lo ha fatto certo col sindaco Renzi, sul quale ha ribadito il proprio severo giudizio.

Retromarcia su Firenze – “I miei presunti commenti non devono essere interpretati come un mio giudizio sul valore di Firenze, che è una città per arte, cultura e scienze apprezzata e rispettata a livello mondiale, una valutazione che condivido pienamente”. E’ quanto ha scritto ieri in una lettera l’ad della Fiat, Sergio Marchionne, dopo la polemica montata ai piedi del David di Michelangelo. Il manager che aveva definito Renzi “il sindaco di una povera piccola città”, ha fornito la sua versione dei fatti, puntando l’indice contro un giornalista free lance che  – dopo essersi “imbucato” a un incontro privato a Bruxelles – avrebbe alterato il senso di alcune sue dichiarazioni, dando il là al misunderstanding.

Affondo bis su Renzi – “Sto cercando di ottenere la registrazione dei commenti che mi sono stati attribuiti e poi impropriamente raccolti – ha spiegato Marchionne – e sulla base del suo contenuto deciderò se rinnovare e ampliare le mie scuse alla città di Firenze e ai suoi cittadini”.  Una retromarcia inserita solo a metà: “La città di Firenze e la sua economia – ha proseguito l’italo-canadese – erano prese da me come riferimento per paragonarle alla complessità, al peso e alla dimensione di un Paese come gli Stati Uniti. Ho usato queste considerazioni per confrontare le responsabilità e le capacità del presidente Obama con quelle di Matteo Renzi – ha precisato – La differenza mi sembra evidente”.

La replica del sindaco – Non basta: “Le mie valutazioni su Matteo Renzi restano invariate – ha rincarato il dirigente del Lingotto – sono personali e non attribuibili alla Fiat. Penso che per la sua età e per l’esperienza limitata sia non adeguato ad assumere una posizione di leader in un contesto economico e sociale complesso”. La replica del sindaco di Firenze, che negli ultimi giorni ha collezionato una serie importante di botta e risposta, non si è fatta attendere. “E’ assolutamente legittimo che l’ad di Fiat possa lamentarsi di Matteo Renzi – ha detto – o dire che non è il suo candidato. E’ un cittadino italiano, fa benissimo a dire le sue opinioni. Se poi paga le tasse in Italiaha affondato il democratico – è anche meglio”.

Maria Saporito