Torna il vuoto a rendere

Il vuoto a rendere – Il decreto sulle liberalizzazioni presentato dal Governo Monti ha proposto nuove norme tra cui alcune passate in sordina, come quella per regolare il “vuoto a rendere”. Tale sistema mira a favorire il riciclo e a diminuire la produzione di rifiuti dannosi per l’ambiente. Si tratta di un cambiamento che farà parte della nostra vita quotidiana e influirà sui nostri consumi. Il vuoto a rendere sarebbero le bottiglie, i barattoli e gli altri contenitori che conservano gli alimenti che acquistiamo e che fanno parte di una percentuale del prezzo del prodotto intero. Il decreto prevede che nel momento in cui si compra un alimento si paghi anche una cauzione per il contenitore il quale, se verrà riportato al negozio, permetterà all’acquirente di avere restituiti i soldi pagati della cauzione.

Questo sistema era già stato utilizzato in passato ed riguardava soprattutto il vetro. Successivamente il vuoto a rendere è stato sorpassato dalla raccolta differenziata sulla quale però le famiglie italiane sono spesso disinformate, situazione che genera errori e inefficienze del sistema di riciclo. Affiancare il riciclo al vecchio sistema di vuoto a rendere, la cui efficacia è già stata provata in passato, sembrerebbe quindi un’ottima idea.

Ancora non sono stati decisi i tipi di contenitori che potranno applicare il vuoto a rendere, ma potenzialmente ogni imballaggio potrebbe essere soggetto a restituzione. Per esempio la carta, il cartone, la plastica, l’alluminio, il tetrapak e molti altri materiali possono essere facilmente riutilizzati o riciclati. Questo sistema permette di favorire lo smaltimento dei rifiuti dannosi per l’ambiente, favorire il riciclo dei materiali riutilizzabili e controllare gli sprechi nei cicli di produzione. Gli imballaggi, una volta restituiti, possono essere impiegati per nuovi prodotti, risparmiando sui materiali, sull’energia necessaria alla produzione degli imballaggi e quindi favorendo la sostenibilità ambientale. Lo specifico articolo contenuto nel decreto sulle liberazioni dice esattamente questo: I venditori al dettaglio devono ritirare dai consumatori finali, contestualmente alla cessione del singolo prodotto, il deposito cauzionale, garantendo la restituzione dello stesso o la corresponsione di un titolo all’acquisto di valore almeno equivalente, a fronte della restituzione degli imballaggi usati.” 

Michela Santini