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Partenza flop per Dallas, si rischia la chiusura

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Partenza flop per Dallas, si rischia la chiusura. Chi di Dallas ferisce di Dallas perisce si potrebbe dire. Ieri ha debuttato su Canale 5 il nuovo Dallas, figlio legittimo della serie tv che negli anni 80 fu il vero volano per il successo del biscione e del suo creatore Silvio Berlusconi. Si pensava nelle alte sfere di Mediaset, che ripetere il successo fosse possibile, ma la regola della minestre riscaldate che non riescono mai, anche se sei Marcello Lippi, ha colpito ancora. Infatti il telefilm ha fatto flop, con un misero 8% di share, numeri che, se reiterati, non consentiranno alla saga della famiglia Ewing e del suo boss il cattivissimo J.R. di poter mantenere un posto al sole nel palinsesto della rete ammiraglia del colosso di Cologno Monzese.

Scusanti. A parziale scusante per il pessimo risultato di ascolti ci potrebbe essere la concomitanza con la partita della nazionale italiana di calcio, impegnata contro la Danimarca. Un’ipotesi non del tutto peregrina ma che convince poco. L’impressione è che ormai il programma sia datato, nonostante il restyling proposto dai creatori americani, e i rampanti anni 80 di reganiana memoria ce li siamo lasciati alle spalle. J.R. , Bobby, Su Ellen e compagnia bella non tirano più come un tempo, e con loro anche i sogni di successo e potere che il programma aveva come caposaldo valoriale. Inoltre c’è da considerare la qualità delle serie televisive statunitensi che in questi ultimi tempi hanno raggiunto livelli di assoluta eccellenza. Probabilmente in questo momento il pubblico potenziale di Dallas si potrebbe ricercare nella fascia post pranzo, tra gli appassionati di soap opera che tante soddisfazioni ai Beautiful del caso hanno dato. Non è più tempo di eroi, figuriamoci di petrolieri.

Simone Ranucci