D’Alema: Se vince Bersani, non mi candido

“Dove non c’è rispetto per le persone, non c’è stoffa di leader”. E’ quanto ha dichiarato ieri Massimo D’Alema, nel corso della trasmissione televisiva Otto e mezzo, riferendosi a Matteo Renzi. Il presidente del Copasir – che ha ingaggiato una vera e propria lotta a distanza con il sindaco di Firenze – è tornato ossessivamente sul tema della “rottamazione”, confermando la sua indisponibilità a “cedere il passo” per un mero fatto anagrafico. Ma a sorpresa ha anticipato di essere pronto a non candidarsi più in Parlamento, se il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani,  dovesse vincere le primarie.

“Io non chiederò deroghe, se vince Bersani agevolerò il rinnovamento e non mi candiderò“. A dirlo ieri, nello studio televisivo di Otto e mezzo, è stato Massimo D’Alema. Dopo Walter Veltroni, un altro “big” del partito si starebbe, dunque, preparando a cedere il proprio scranno in Parlamento, ma – a differenza dell’ex sindaco capitolino – D’Alema ha posto ieri una stringente condizione. La vittoria di Matteo Renzi alle primarie potrebbe, infatti, mettere in discussione tutto e spingere il presidente del Copasir a ritornare sulla sua scelta. Il motivo? “Per mia natura sono portato a combattere”, ha spiegato D’Alema.

E che quella con il “rottamatore” sia una vera e propria battaglia lo si è capito dagli anatemi inanellati senza sosta contro di lui: “Considero inaccettabile questo modo di fare politica – ha esordito l’ex premier riferendosi a Renzi – Mi pare che tutta la sua campagna si fondi sui ‘contro’, mentre questo Paese ha bisogno di un programma ‘per’. Chi vuole assumersi una responsabilità così grande, come quella di governare il Paese, dovrebbe proporre qualcosa e non farsi animare da una vena esclusivamente distruttiva”.

“Non abbiamo bisogno di tifoserie, ma abbiamo bisogno di unire e di creare prospettive per l’Italia – ha aggiunto D’Alema – Il cuore del problema del centrosinistra è sempre stato la divisione. E per questo Renzi non è il rimedio, ma più del male, perché è uno che divide. Non voglio criminalizzare nessuno, non è una questione personale, ma col suo modo di fare Renzi divide”. E sul futuro politico dell’Italia, indecisa se affidarsi nuovamente al Professore o meno: Monti è un uomo del Paese – ha riconosciuto D’Alema – il rigore e la serietà da lui imposti sono conquiste dalle quali non dobbiamo retrocedere, ma occorre altro. Non vogliamo rimuovere Monti – ha precisato l’ex premier – ma andare oltre”.