Di nuovo Montecarlo: Fini e il cognato off shore

Nubi in vista per il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Secondo quanto anticipato dal settimanale L’Espresso, il famoso appartamento di Montecarlo potrebbe adesso mettere in serio repentaglio la credibilità politica del leader di Fli. Alcuni documenti certificherebbero, infatti, l’esistenza di rapporti ben consolidati tra Giancarlo Tulliani (cognato di Fini), il latitante Francesco Corallo, e il rappresentante legale della società che si occupò dell’acquisto dell’appartamento monegasco da An, James Walfenzao.

E’ una storia particolarmente faticosa quella che rischia di ri-mettere in imbarazzo il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Protagonista, ancora una volta, il fratello della compagna Elisabetta, Giancarlo Tulliani, finito nel mirino dell‘Espresso per i suoi rapporti con personaggi noti agli inquirenti. Nell’appartamento romano di Francesco Corallo, re delle slot machine su cui pende un ordine di arresto per corruzione e che ad oggi risulta latitante, sono state rinvenute alcune carte in cui il nome di Tulliani compare ripetutamente. Di cosa si tratta? Di una serie di fax che, nei primi mesi del 2008, Corallo avrebbe inviato allo studio monegasco di James Walfenzao per documentare l’avvio di una società a Santa Lucia intestata proprio al giovane Tulliani.

La Jayden Holding (questo il nome della società off shore), che si occupava di compravendita immobiliare, chiude i battenti nel maggio del 2011, quando viene messa in liquidazione da Cathy Walfenzao (probabile sorella di James). Tanto quanto basta a confermare l’esistenza di un “filo rosso” tra il cognato del presidente della Camera, il latitante Corallo, e il responsabile legale della società che nel luglio del 2008 si occupò dell’acquisto dell’appartamento di Montecarlo da Alleanza Nazionale. A rendere ancora più compromettente la situazione, il rinvenimento di una copia del passaporto di Elisabetta Tulliani che – sempre secondo la ricostruzione dell’Espresso – sarebbe stata trasmessa da Corallo a Walfenzao nel giugno del 2008, a un mese di distanza dall’acquisto dell ‘appartamento di Montecarlo. Tanto quanto basta a riaccendere i sospetti sul cognato e la compagna di Gianfranco Fini, che avrebbero potuto chiedere alla società di Walfenzao di fare da “schermo” (o prestanome) per l’acquisto dell’appartamento sito in rue Princess Charlotte.