Legge anticorruzione: le reazioni dei partiti

Il ddl anticorruzione ha superato ieri il primo scoglio parlamentare incassando la fiducia al Senato. In attesa delle nuove disposizioni annunciate dal ministro Paola Severino, tutti i leader politici hanno detto la loro sulla delicata questione, confermando la loro “distanza” sui nodi da sciogliere. E se Pier Ferdinando Casini ha salutato con entusiasmo il via libera del provvedimento a Palazzo Madama, a bocciare impietosamente il testo è stato, invece, Antonio Di Pietro.

È un passo avanti significativo, ma vediamo se ci sono cose da aggiustare, il nostro compito non è finito”. Così ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a commento del passaggio al Senato del ddl anticorruzione su cui il governo ha posto la fiducia. Alla cautela del democratico – che ha annunciato l’intenzione di “migliorare” il testo alla Camera – ha fatto da contraltare la dichiarazione del segretario del Pdl, Angelino AlfanoSono molto contento che il governo abbia scelto di porre la fiducia al ddl anticorruzione – ha detto da Bucarest – Ritengo sia una scelta giusta per accelerare i tempi. E sono contento anche da un punto di vista personale perché quello sul contrasto alla corruzione – ha precisato l’ex Guardasigilli – è un provvedimento che porta la mia firma”. 

Entusiastico il commento del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini“Finalmente la legge anticorruzione – ha scandito il centrista – Non se ne poteva più delle perdite di tempo”. Una “benedizione” condivisa solo in parte da Giulia Bongiorno, portavoce di Fli e presidente della commissione Giustizia: “Votare la legge è un passo avanti – ha spiegato – ma la considero un’occasione persa perché dopo tutta la fatica per portarla avanti, avrebbe dovuto essere usata come vero veicolo per introdurre reati nuovi capaci di combattere questa Tangentopoli incessante”.

A non aver alcun dubbio è, invece, il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: “Il ddl è anticorruzione di nome, ma pro-corruzione di fatto – ha affondato l’ex togato – Rappresenta un salto indietro di 80 anni perché torna al codice Rocco e annulla anche le modifiche positive che erano state apportate nel 1990. In compenso non annulla per niente quello che, invece, andava cancellato – ha rincarato Di Pietro – le riforme fatte da Berlusconi per salvare se stesso, nonostante volessero dire impunità per centinaia di altri mascalzoni”. 

Una bocciatura severissima, che il Carroccio ha accolto solo in riferimento alla questione di fiducia posta dal governo: La Lega voterà sì al ddl anticorruzione, nonostante le lacune che avrebbero potuto essere colmate se il governo non avesse posto l’ennesima fiducia ha dichiarato il capogruppo al Senato, Federico Bricolo E’ stato un grave errore aver posto la fiducia su un maximendamento frutto di compromesso a ribasso nella maggioranza e per questo la Lega non la voterà”.