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Pussy Riot, Benedetto XVI solidale col Patriarcato di Mosca

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Pussy Riot, Benedetto XVI solidale col Patriarcato di Mosca – Il Papa “ha espresso la sua solidarietà alla Chiesa ortodossa” per gli “atti di vandalismo” compiuti dalle Pussy Riot, in carcere dal 17 agosto scorso con l’accusa di teppismo motivato da odio religioso, dopo una ‘messa-concerto’ di protesta tenuta nella cattedrale di Mosca. Lo ha riferito il metropolita Hilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, che ha incontrato ieri pomeriggio papa Benedetto XVI dopo la sessione del sinodo dei vescovi in corso in Vaticano. Hilarion ha parlato anche della “profanazione dei luoghi sacri cristiani in diversi Paesi” ed ha fatto riferimento in particolare anche agli “atti di vandalismo che hanno avuto luogo presso la Cattedrale di Cristo Salvatore. “Papa Benedetto XVI – si legge nel comunicato del Patriarcato – ha espresso la sua solidarietà alla Chiesa ortodossa russa sulla questione e la sua sorpresa per la reazione di alcuni dei mezzi di comunicazione a questi eventi”.
Confermata in appello la condanna a due anni – La corte d’appello di Mosca ha confermato, una settimana fa, la condanna a due anni di reclusione per le tre musiciste della band, Nadezhda Tolokonnikova, Maria Alekhina e Ekaterina Samutsevich, concedendo però la condizionale a quest’ultima. I legali delle altre due artiste hanno, invece, preannunciato di voler ricorrere al presidium della Corte di Mosca e poi alla Corte europea dei diritti umani. “Noi siamo tutte e tre innocenti, siamo in prigione per le nostre convinzioni politiche”, ha dichiarato Maria Alekhina parlando da una gabbia in vetro. Non volevamo offendere nessuno, né i preti né i credenti, volevamo solo esprimere la nostra protesta contro la fusione tra i leader religiosi e politici del nostro Paese”, ha continuato la musicista, dicendosi sdegnata dal sostegno accordato dal patriarca della Chiesa ortodossa Kirill alla candidatura di Putin al Cremlino.  Anche Nadia Tolonnikova, leader delle Pussy Riot, ha detto di essere pronta a scusarsi se ha offeso qualcuno, precisando però che un pentimento è impossibile, perché significherebbe riconoscere che la nostra azione era anti religiosa”.

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