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Ddl anticorruzione, Monti: Potevamo fare di più. Ma c’era resistenza dei partiti

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Monti difende la legge – Dopo il parere negativo espresso dal Csm nei confronti del ddl anticorruzione, interviene oggi il presidente del Consiglio, che difende la legge anche se, ammette, “si poteva fare di più”.
Monti ci tiene a precisare che il provvedimento poteva essere sicuramente più, ma le critiche e le pressioni dei partiti hanno costretto il governo a tornare soluzioni più flessibili.
Monti rivolge poi un pensiero a chi critica il testo: “Non avrebbe scommesso nemmeno un centesimo qualche mese fa di vederlo tradotto in legge. Non mi risulta che governi precedenti, anche di colore opposto a quello che ci ha preceduto, avessero come proprio obiettivo, e realizzato, provvedimenti più esemplari di questo in materia di lotta alla corruzione“.

Pd: Nessuna resistenza – Il responsabile Giustizia del Pd, Andrea Orlando, risponde al premier sottolineando prima di tutto l’appoggio del Pd al governo e poi rigettando al mittente ogni accusa di pressioni: “Sorprende che il presidente del Consiglio attribuisca imprecisate resistenze ai partiti sull’approvazione del ddl anticorruzione: i partiti non esistono. Esistono invece distinte forze politiche con distinte posizioni, in questo caso contrapposte“.

Matteo Oliviero

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