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Fini non molla: Mai mentito agli italiani

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I rumors sulle imminenti dimissioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, si sono rincorsi per tutta la giornata di ieri. Dopo le ultime rivelazioni anticipate dal settimanale L’Espresso sullaffaire Montecarlo, in molti avevano pensato che il leader di Fli avrebbe faticato questa volta a contenere l’imbarazzo e avrebbe, per questo, comunicato l’intenzione di mollare lo scranno più alto di Montecitorio. Così non è stato e, a conclusione di una giornata più che nervosa, l’ex co-fondatore del Pdl ha, anzi, diffuso una nota in cui ha rimarcato la sua estraneità alla “scivolosa” vicenda

“Non ho mai mentito o nascosto qualcosa agli italiani e per questo continuerò il mio impegno politico a testa alta“. E’ quanto ha scritto ieri in una nota il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ufficializzando l’intenzione di mantenere l’incarico istituzionale rivestito negli ultimi anni. Le nuove “tegole” cadute sulla testa dell’ex aennino non hanno portato all’epilogo auspicato dai suoi detrattori, ma lo hanno anzi spinto a trincerarsi in una rocciosa autodifesa. Non intendo farmi condizionare dalla ciclica comparsa di documenti, più o meno autentici, sulla casa di Montecarlo ha spiegato nella nota Fini – Basta leggere gli ultimi per capire che non contengono nulla di nuovo e definitivo rispetto all’effettiva proprietà. Esattamente come nell’estate di due anni fa. Da allora – ha aggiunto il presidente della Camera – l’unica certezza è l’archiviazione in sede giudiziaria della denuncia a mio carico”.

“Nell’ambito della mia vita privata quanto scritto dall’Espresso suscita in me profonda amarezza per comportamenti che non condivido – ha ammesso Fini – Ma questo è un aspetto tutto e solo personale”. I beninformati riferiscono di ore assai tese nei corridoi di Montecitorio, dove ieri il leader di Fli avrebbe chiamato a raccolta tutto il gotha del partito per meditare sul da farsi. A consigliare il presidente della Camera sarebbe stata soprattutto la portavoce di Fli, Giulia Bongiorno (noto avvocato difensore), ma a convincerlo definitivamente sarebbe intervenuto Giorgio Napolitano in persona, che avrebbe chiesto a Fini di non dimettersi per evitare ulteriori “sconquassi” istituzionali. Indiscrezioni non confermate e che, anzi, sono state sbugiardate da alcuni membri dell’entourage del Quirinale.

Sia come sia, Gianfranco Fini ha alla fine deciso di “rimanere in sella” e di non farsi travolgere dalla seconda ondata del “ciclone” monegasco. Un finale che non ha sorpreso affatto l’ex segretario della Lega, Umberto Bossi“Quello non si dimette nemmeno se gli spari – ha commentato in Transatlantico – E’ inutile parlarne”.