Pd: Renzi plaude a D’Alema e incontra i banchieri

La presunta pax del “rottamatore” democratico è stata firmata ieri quando, al cospetto dei tanti giornalisti che gli hanno chiesto di commentare l’annuncio di Massimo D’Alema di non candidarsi più in Parlamento, Matteo Renzi ha rivolto parole di apprezzamento allo storico “avversario” interno. Il probabile passo indietro di D’Alema è stato percepito dal sindaco di Firenze come una personale vittoria, che lo ha rassicurato al punto da dirsi pronto a concentrarsi esclusivamente sui programmi. Ma ad attirargli nuove critiche è stata la cena organizzata due sere fa a Milano con alcuni protagonisti della finanza italiana.

“Ho molto rispetto per il presidente D’Alema, credo che la sua scelta di non ricandidarsi sia stata nobile”. A spiegarlo ieri ai giornalisti che lo hanno “assediato” per raccogliere il suo commento a caldo sul clamoroso annuncio del presidente del Copasir è stato Matteo RenziDa parte mia non ci sarà più mezza parola su questo argomento – ha assicurato il sindaco di Firenze – La fase 1, la rottamazione, mi pare di poter dire che è finita. Ora guardiamo ai problemi degli italiani: il fisco, il lavoro che non c’è per i giovani e per chi perde l’occupazione a 50 anni, il sistema di spesa dello Stato, il modo di innovare e guardare al futuro. Io – ha promesso il “rottamatore” – parlo di queste cose qua”.

Parole distensive, che sembrerebbero aprire a una fase più “serena” della campagna elettorale, se non fosse per le nuove critiche piovute addosso al “rottamatore”. A far storcere il naso a molti compagni di partito (e non solo) è stata la cena organizzata due sere fa a Milano con alcuni esponenti del mondo della finanza. Un incontro a porte chiuse nel corso del quale Renzi avrebbe stretto rapporti proficui con i grandi “manovratori” del mercato, incassando endorsement importanti. Una “mossa” salutata con sospetto dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani“Di proposte in pillole della finanza ne abbiamo avuto abbastanza, abbiamo già dato – ha detto – Io consiglierei molta cautela“. Più caustico il commento di Nichi Vendola“Non si è mai visto un innovatore, un rivoluzionario che piace ai conservatori e riesce a non pestare i calli a banchieri e finanzieri – ha affondato il leader di Sel – E’ come se Robespierre fosse stato applaudito dall’ancien regime”.