Serie A, Lazio-Milan 3-2: i rossoneri sprofondano e Allegri rischia

Lazio-Milan 3-2 – Cinque sconfitte nelle prime otto giornate, solo sette punti raccolti. È il ruolino di marcia da brividi del Milan di Massimiliano Allegri che cade ancora al cospetto di una Lazio decisamente più organizzata ma che si lascia andare nel finale. Finisce 3-2 per i biancocelesti il secondo anticipo. Questa la sequenza delle reti: apre Hernanes al 25’, raddoppia Candreva al 41’, poi Klose firma il tris al 4’ della ripresa. Al 61’ De Jong accorcia le distanze e al 79’ El Shaarawi con un’azione personale riapre il match. Bene Pato, entrato in campo al 6’ del secondo tempo. Dopo il suo ingresso, sono arrivate le due reti rossonere, ma il “Papero” non è entrato in nessuna delle due azioni. Malissimo Boateng, sostituito all’intervallo: il ghanese è parso fuori condizione e con la testa altrove.

La partita – Alla prima conclusione verso la porta, la Lazio va in vantaggio: doppio passo di Hernanes su Bonera e conclusione dal limite col sinistro deviata dallo stesso difensore che mette fuori causa Amelia. Nel finale del primo tempo, arriva il raddoppio di Candreva con una fiondata dalla distanza che sorprende Amelia inspiegabilmente fuori dai pali. A inizio ripresa, con una fase difensiva davvero imbarazzante, il Milan permette a Klose di triplicare: Candreva è libero di crossare dalla destra e il Kaiser è solissimo in area a pochi passi dalla porta rossonera. Sono momenti difficili per Allegri, ma il suo Milan ha una reazione d’orgoglio: punizione di Emanuelson e De Jong trova il tocco vincente sotto misura. Poi è Pazzini a impegnare Bizarri con un colpo di testa, mentre dall’altra parte Amelia è chiamato a respingere un’altra conclusione dal limite di Hernanes, poi Gonzalez manca il tap-in vincente. Nel finale, El Shaarawi mette paura all’Olimpico firmando il 2-3 con una bella azione personale. Ma non basta. Questo Milan è davvero poca roba.

La posizione di Allegri – Dopo il 3-0 di Klose, in molti avranno pensato che l’avventura di Allegri sulla panchina del Milan si chiudesse nella serata dell’Olimpico. Poi, le reti di De Jong ed El Shaarawi hanno salvato il tecnico, che ora si gioca tutto nella difficile sfida di Champions contro il Malaga. L’allenatore toscano sa benissimo di essere in discussione e non ha problemi ad ammetterlo: “È normale che se la squadra non fa risultato, l’allenatore è quello che viene messo sempre in discussione. Non dovete domandare a me, credo che dipenda sempre dalla società”. E i silenzi di Berlusconi fanno pensare che il destino ormai è segnato.