Terremoto L’Aquila: Sei anni per omicidio colposo alla commissione Grandi rischi

Avevano rassicurato sulle possibilità che si verificasse una forte scossa, poi il terremoto del 6 aprile 2009, la potenza della scossa sismica che ha spazzato via vite, abitazioni, città intere. I membri della commissione Grandi rischi sono, per questo motivo, stati condannati a sei anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. La condanna è stata inflitta a sei esperti e al vice direttore della protezione civile, Bernardo De Bernardinis.

Solo una settimana prima della scossa infatti la commissione Grandi rischi durante una riunione con la popolazione aquilana aveva escluso l’eventualità di un violento terremoto, rassicurando e lasciando che i civili prendessero in tranquillità posto nelle proprie abitazioni.  In sede di sentenza si è contestato loro di aver dato “informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie” sulla pericolosità delle scosse registrate, non è bastato alla difesa aggrapparsi all’impossibilità di prevedere i terremoti, pur rifacendosi a tesi di ricercatori internazionali. Grande attesa per la sentenza a L’Aquila ancora duramente segnata dal tragico epilogo di ormai tre anni fa.

Le reazioni alla pena di 6 anni di reclusioni sono state di incredulità da parte degli imputati. “È una sentenza sbalorditiva e incomprensibile in diritto e nella valutazione dei fatti. Una sentenza che non potrà che essere oggetto di profonda valutazione in appello”, ha commentato l’avvocato Marcello Petrelli. Enzo Boschi, ex presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha commentato: “Sono avvilito, disperato. Pensavo di essere assolto ancora non capisco di cosa sono accusato”. Infine Bernardo De Bernardinis, ex vicecapo della Protezione civile, ha detto: “Mi ritengo innocente di fronte a Dio e agli uomini. La mia vita da domani cambierà, ma se saranno dimostrate le mie responsabilità in tutti i gradi di giudizio le accetterò fino in fondo”.