Pd: indagata per truffa la storica segretaria di Bersani

Zoia Veronesi, la storica segretaria dell’attuale segretario del Pd, Pierluigi Bersani, è indagata dalla Procura di Bologna con l’accusa di truffa aggravata ai danni della Regione Emilia-Romagna nell’ambito di un’inchiesta nata nel 2000 da un esposto del deputato Enzo Raisi, ex esponente del Pdl, ora militante in Futuro e Libertà. Proprio Raisi aveva ipotizzato che si fosse creato un incarico appositamente per lei all’interno della Regione, mansione che le permetteva comunque di continuare a seguire l’attività del leader del Partito Democratico, Bersani, a Roma.

Zoia Veronesi, assunta dalla Regione Emilia-Romagna, venne più tardi distaccata da viale Aldo Moro, sede regionale, fino a Roma per intrattenere rapporti con il Parlamento. Secondo l’esposto presentato alla Procura di Bologna dall’esponente di Fli, Enzo Raisi, il distacco a Roma sarebbe stato deciso ad hoc per consentire alla Veronesi di seguire nella capitale il segretario ed ex presidente della Regione Emilia-Romagna, Pierluigi Bersani, di cui era stata fino ad allora segretaria. Le successive indagini della Guardia di Finanza non hanno trovato traccia del tipo di attività che avrebbe svolto la Veronesi per conto della Regione Emilia-Romagna negli anni 2008 e 2009. Proprio per queste mancanze è scattata l’ipotesi d’accusa: Zoia Veronesi avrebbe percepito indebitamente il compenso dalla Regione per circa un anno e mezzo, senza svolgere realmente alcuna funzione.

La donna, difesa dall’avvocato Paolo Trombetti, sarà interrogata a breve dai pm di Bologna. “Andremo senz’altro all’interrogatorio perché abbiamo interesse a chiarire che non c’è stata alcuna irregolarità da parte della signora Veronesi alla quale non può essere rimproverato nulla”, ha spiegato il legale della segretaria di Bersani.