Regionali Sicilia, Miccichè all’attacco: Alfano mi odia e io ricambio

A pochi giorni dalle elezioni che segneranno il nuovo corso della Sicilia (o ne certificheranno l’immobilismo), il candidato di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, ha puntato il mirino contro il segretario del Pdl, Angelino Alfano“So di essere la persona che più odia – ha confidato al Corriere della Sera – ma l’ho inventato io”. Dichiarazioni con cui l’ex berlusconiano di ferro ha esasperato la distanza con il partito del Cavaliere, che nell’ultima corsa elettorale ha scelto di “disconoscerlo” a beneficio dell’ex missino Nello Musumeci“Hanno sbagliato – ha tagliato corto Miccichè – i palermitani non lo voteranno mai”. 

Alfano ingrato – “So di essere la persona più odiata da Alfano, cosa peraltro ricambiata. Devo ancora capire che cosa gli ho fatto”. L’aspirante governatore della Sicilia, Gianfranco Miccichè, ha deciso di andare dritto al punto, evitando di trincerarsi dietro ipocrite dichiarazioni sul segretario del Pdl, Angelino Alfano. Al quale ha destinato parole tutt’altro che amichevoli: “Alfano l’ho inventato io – ha detto Miccichè prendendo in prestito una battuta di “baudiana” memoria – Quando l’ho conosciuto non era nessuno, l’ho scelto, candidato alle regionali e gli ho messo in mano Forza Italia all’Ars, stava sempre con me. Poi, quando Berlusconi mi chiese un ragazzo che gli facesse da assistente – ha continuato il leader di Grande Sud – glielo portai”. 

Io e Totò – “Quando ero viceministro dell’Economia e ministro della Coesione territoriale – ha poi aggiunto Miccichè – camminavamo in mezzo a cantieri aperti. In pochissimi anni abbiamo finito la Palermo-Messina, fatto la Siracusa-Catania e la Caltanissetta-Agrigento. Abbiamo ridotto il gap con il Nord e abbiamo dato l’acqua a Palermo. Ed è merito mio e di Cuffaro ha rivendicato l’ex Fi – perché gli si può rimproverare tutto a Totò, tranne di essere uno che non faceva le cose. Purtroppo aveva intorno gente terrificante”. 

Ministri contro – Una parentesi felice per l’isola, a cui – stando alla versione del candidato governatore – due  ministri dell’Economia hanno bruscamente posto fine: “Iniziò Padoa-Schioppa smantellando il Dipartimento per il Mezzogiorno – ha spiegato Miccichè – ma fu Tremonti a massacrarci. Non sopportava che si dessero soldi al Sud. Avevamo prospettive bellissime e ci fu tolto tutto. Lo fece per cattiveria – ha insistito il leader di Grande Sud – tolse un miliardo a noi per pagare le multe delle quote latte della Padania. Gli dissi: sei matto? E lui mi rispose: tanto voi non sapete spenderli”.

Partita aperta – E sulle mosse dei suoi competitors? Rosario Crocetta poteva fare la campagna su come ha amministrato Gela – ha osservato l’ex viceministro – e invece si attacca solo all’antimafia”.  Nello Musumeci va a dire in giro che lui non stava con Cuffaro – ha continuato – Vero, ma perché voleva un posto nel listino e gli dicemmo no. Con lui Alfano ha sbagliato di nuovo. Nello è di Catania, come Lombardo, e i palermitani – ha tagliato corto Miccichè – due catanesi di fila non li voteranno mai”. E l’outsider del Movimento 5 Stelle sponsorizzato da Beppe Grillo“Da quando è arrivato è cresciuto molto – ha ammesso l’aspirante presidente – al punto che credo che siamo un po’ tutti, punto più punto meno, alla pari”.