Berlusconi lascia: la reazione degli avversari

In qualunque modo la si pensi, Silvio Berlusconi è stato un protagonista della politica nazionale degli ultimi 18 anni. Per questo, la notizia del suo addio – con tanto di lettera che sembra rimandare ai toni sentimentali del suo esordio (“L’Italia è il Paese che amo”) – non poteva lasciare indifferente nessuno. E se all’interno del suo partito il dispiacere (sincero o millantato) ha ceduto il passo alla riconoscenza, nelle schiere avversarie i commenti hanno assunto tutt’altro colore.

Primarie contagiose – La notizia diffusa ieri pomeriggio dalle agenzie di stampa ha monopolizzato l’attenzione di tutti: Silvio Berlusconi rinuncia a candidarsi e, prima di uscire definitivamente di scena (ma lo farà veramente?), annuncia le primarie del centrodestra. Tanto quanto basta a scatenare il putiferio tra gli estimatori e i detrattori dell’ex premier, con i primi svelti nell’imbastire panegirici del Cavaliere e i secondi sospesi tra la contentezza e lo scetticismo. “Queste primarie del centrodestra sono una buona notizia – ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – Vuol dire che le primarie sono contagiose, che abbiamo segnato la strada. Anche gli elettori, i cittadini del centrodestra hanno diritto a partecipare e a fare le loro scelte. Adesso aspettiamo quelle di Grillo”.

Decisione inevitabile – “Rottamazione e primarie anche a destra – ha “cinguettato” dal canto suo Matteo Renzi – Adesso anche i più duri capiranno che convincere gli altri non è reato, ma l’unico modo per vincere”. “Onestamente me l’aspettavo – è stato, invece, il commento del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini – Berlusconi è un uomo intelligente, credo avesse ben chiara la percezione di quello che è oggi il suo rapporto con il Paese. Non a caso nella sua lettera cerca di valorizzare un po’ il passato e di dare valore politico alla sua azione, ma non penso che potesse candidarsi a Palazzo Chigi, non poteva non capirlo”.

Addio al berlusconismo – Contento solo a metà il leader di Sel, Nichi Vendola: “Berlusconi si ritira? – ha detto – Ora è tempo che si ritiri il berlusconismo, che si bonifichi l’Italia avvelenata da 20 anni di morfinismo intellettuale, che si ricostruisca un lessico civile per ridare dignità e forza all’Italia migliore. E comunque, addio Silvio, senza rimpianti“. Più o meno quanto dichiarato dal capogruppo dell’Idv alla Camera, Massimo Donadi: “E’ la quarta o quinta volta che Berlusconi annuncia il suo ritiro – ha osservato – La differenza, stavolta, è che agli italiani non gliene importa più niente. Berlusconi è il passato, ora il problema è superare il berlusconismo come fase e come metodo politico”. 

Quelli che non ci credono – E se il segretario della Lega, Roberto Maroni, ha affidato a facebook il suo stringato commento: “Il passo indietro di Berlusconi – ha scritto – è un atto di generosità che apprezzo e che apre nuove prospettive per il futuro”, non sono mancati i commenti degli scettici. Primo tra tutti il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino“Quello di Berlusconi – ha notato – è per ora soltanto uno dei tanti annunci a cui ha abituato gli italiani. Vedremo tra breve se è qualcosa di concreto o solo una trovata propagandistica in vista delle elezioni siciliane”. Ma sarà vera questa notizia della rinuncia di Berlusconi a guidare il centrodestra? – si è domandato anche Bruno Tabacci dell’Api – Non si distinguono le cose serie dallo scherzo quando riguardano Berlusconi”.