“Kubrick – Una storia porno”: la web-serie che segna il connubio tra Internet e Tv

Si intitola “Kubrick – Una storia porno”, ma di porno non ha un bel niente. Si tratta di una delle più brillanti web-series in circolazione, ed ha il timbro, i crismi e il ritmo della commedia. Una commedia che ha una premessa molto in linea con i tempi di oggi: per sbarcare il lunario, tre aspiranti videomakers si trovano improvvisamente a dover girare un film hard, con imprevedibili conseguenze. Lo spunto di partenza indica una chiara intenzione di fondo: sfruttare certo la tematica del porno per trarne numerosi spunti comici, ma usarla anche per raccontare la degradazione dei desideri di una generazione che, per tirare a campare, accetta di fare cose che sente molto distanti o incondivisibili (altro che giovani “choosy”).

Una gestazione ibrida – La serie, presentata anche al Roma FictionFest 2012, è stata subito apprezzata dagli internauti (quasi 200mila visite per la prima puntata), che ne hanno decretato il successo schiacciante rispetto alla concorrente – e molto meno pregevole – “Youtuber$”. Tuttavia non è mancata qualche polemica, per la modalità decisamente innovativa che ha caratterizzato la gestazione di questa serie. La produzione, infatti, non è di videomaker indipendenti (come nella migliore tradizione di Youtube), ma addirittura di Magnolia, società-gigante della produzione televisiva italiana. Tuttavia, la prima stagione della serie verrà interamente pubblicata sul canale Youtube dei The Jackal, già noti al pubblico del web per la geniale web-series “Lost in Google”, e che per questo assicureranno a “Kubrick – Una storia porno” una notevole visibilità.

La cosa è di per sé estremamente interessante: dopo aver snobbato la Rete, e poi aver tentato di entrare al suo interno imponendo sé stessa, la televisione (o meglio, chi la fa, in questo caso Magnolia) ha avocato a sé la fase produttiva e si è affidata a degli esperti del web (i The Jackal, appunto) per la fase distributiva, in base ad un accordo di cui non sono noti i dettagli. Molti internauti hanno espresso il proprio disappunto per questa inedita collaborazione, vedendola come un’invasione dell’odiata Tv nei meandri dell’amata Rete; ma forse si tratta di un atteggiamento miope. Perché la strada per il futuro potrebbe essere proprio questa: grandi case di produzione e videomaker indipendenti accanto, sullo stesso livello, con la stessa visibilità, in una futura, ipotetica e democratica Internet-Tv.