NN Novepertrenta. Compagni di scuola, corsa all’ARS (politicandi)

Sappiamo bene – ed è quasi banale iniziare con questa citazione – come Nietzsche e Marx si dessero la mano, a mezzogiorno, raggiungendo il bar, nella tremendamente poetica “Compagno di scuola” di Antonello Venditti.

Così, senza strette di mano fisiche (e magari raccogliendo qua e là frecciatine rivolte a vicenda, ché non si è più tra i banchi di scuola), abbiamo deciso di mettere assieme tre “compagni di scuola”, oggi (election day domenica 28) impegnati nella corsa all’ARS, l’Assemblea Regionale Siciliana. Compagni di scuola provenienti dallo storico Liceo Classico catanese “Mario Cutelli”, da sempre fucina della classe dirigente siciliana proveniente dalla costa orientale: attraverso i banchi del Cutelli, oltre che copiosi stimati professionisti, sono passati ministri, deputati e senatori, sindaci e presidenti vari; l’ intellighenzia Etnea tutta, diciamocelo, è ‘so’ cutelliana.

I nostri tre “compagni di scuola” li abbiamo videointervistati (e montati in rigoroso – e scolastico – ordine alfabetico) e abbiamo cercato di farli confrontare con le stesse domande, cui hanno dovuto rispondere in soli 30 secondi, ché ci hanno insegnato tra quei banchi di scuola come la sintesi sia fondamentale.

Come Marx e Nietzsche, anche i nostri tre “compagni di scuola” rappresentano (oltre che generazioni diverse) coordinate politiche tendenzialmente opposte: unico comune denominatore, forse, la voglia di rappresentare una novità nel panorama politico siciliano, da sempre ben poco avvezzo alle novità.

I tre sono Giacomo Bellavia (classe ’82, candidato con il PdL), Toti Lombardo (classe ’88, MpA) e Pierpaolo Montalto (classe ’74, FdS): è evidente come i tre candidati, scelti per il solo fatto di essere “compagni di scuola”, rappresentino una gran parte delle posizioni esprimibili nel continuum democratico. Siamo comunque rammaricati di non aver potuto dare spazio ad altre forze politiche, ma le tempistiche web (che fanno sì che l’intervista risulti già in questa versione abbastanza lunga) ci hanno obbligato a limitarci a soli tre candidati. La nostra selezione non rappresenta una scelta politica e siamo lungi dal fare endorsment vari ed eventuali.

L’unica cosa che ci auguriamo, al di là di inutili retoriche, è che questi – chi più chi meno – giovani, qualora eletti, possano davvero portare novità nel panorama politico siciliano e che possa il nuovo governo regionale gestire al meglio la res publica sicula (non si parla di massimi sistemi, ma di governare. La regione più grande d’Italia).

Non saremmo per nulla lieti di cambiare tutto per non cambiare niente, once again.

Rocco Di Vincenzo, Giorgio Piccitto (e viceversa)