Uccise a martellate la moglie perché “troppo occidentale”. Condannato a 30anni

A quasi un anno dal mostruoso delitto che lo ha visto protagonista, è arrivata la condanna per Mohammed El Ayani, il marocchino di 40 anni che nel novembre del 2011 uccise la moglie Rachida Rida con colpi di martello nel loro appartamento di Sorbolo Levante, una frazione di Brescello, cittadina in provincia di Reggio Emilia. La donna, madre di due bimbe, sarebbe stata uccisa dall’uomo perchè troppo integrata con la cultura occidentale e perchè pare volesse avvicinarsi al cristianesimo.

Il pm di Reggio Emilia, Maria Rita Pantani, che fin dall’inizio ha seguito il caso sul delitto di Rachida Rida, aveva chiesto l’ergastolo per l’extracomunitario, ma nel corso del processo è venuta meno l’aggravante della premeditazione, come aveva chiesto il legale dell’uomo:
sono state confermate, invece, le aggravanti di crudeltà, minorata difesa, futili motivi e rapporti tra coniugi. L’uomo è stato dunque condannato a scontare trent’anni di carcere per l’agghiacciante omicidio ai danni della moglie.

Ad entrambe le figlie della donne, una di 12 anni e l’altra di 5, il giudice ha riconosciuto un risarcimento di 100 mila euro, mentre 40 mila euro sarà il risarcimento per il padre e la madre della vittima; anche i due fratelli e la sorella di Rachida Rida, che vivono in Marocco, percepiranno un risarcimento di 15 mila euro, mentre mille euro andranno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, chiamata tra le parti civili, che era stata sollecitata dall’allora ministri delle Pari Opportunità, Mara Carfagna.