Corea del Nord: Giustiziati per aver infranto il lutto nazionale

Poco meno di un anno fa moriva in Corea del Nord il dittatore Kim Jong-il e circolavano le immagini del funerale del Caro Leader con tanto di pianti in strada da parte di tutta la popolazione. Già allora la cosa aveva fatto scalpore e erano stati in molti a sostenere che fosse unicamente una messinscena del regime, ad oggi una notizia decisamente più agghiacciante: Kim Jong-un, l’attuale leader nordcoreano ha deciso di far giustiziare molti generali, alti funzionari dell’esercito, colpevoli di aver disatteso il lutto nazionale. Per la morte del Caro Leader infatti la Corea ha indetto e imposto 100 giorni di lutto nazionale durante i quali i giustiziati avrebbero infranto le regole, quali? alcol e sesso.

Motivazione che suona molto come scusa. Kim Jong-un in quanto a crudeltà ed efferatezza non ha niente a che invidiare al padre e al nonno che lo hanno preceduto: dal settembre 2010 avrebbe infatti condannato all’uccisione almeno 31 ufficiali e alti funzionari, avversari scomodi, che con stupidi pretesti sono stati giustiziati. Tra questi il viceministro alla Difesa, Kim Chol, reo anch’egli di aver violato, ubriacandosi, i 100 giorni di lutto nazionale. Morte questa denunciata dal quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo dove si ricostruisce che il viceministro alla Difesa, a gennaio, è stato condotto davanti a un plotone d’esecuzione e poi ucciso con un colpo di mortaio. Purtroppo difficilmente ci saranno indagini in questa direzione.