Usa 2012, inizia il conto alla rovescia

Countdown – Mancano ormai nove giorni all’election day che decreterà il nuovo Presidente degli Stati Uniti: la sfida è tra il Presidente in carica Barack Obama e il repubblicano Mitt Romney, ex Governatore del Massachusetts, ex amministratore di Bain Capital, che ha faticato non poco a farsi accettare dal suo stesso partito e a farsi conoscere e apprezzare a livello internazionale, ma che sul finire della campagna ha guadagnato il rispetto di tutti, amici e nemici, avvicinandosi sempre più all’avversario secondo i risultati dei sondaggi, che ora vedono i due contendenti sostanzialmente appaiati.
Esauriti i tre dibattiti faccia a faccia, che avevano registrato un iniziale strapotere di Romney, una convincente riscossa del Presidente, che aveva vinto ai punti anche il terzo round, si è passati alla fase finale della campagna, fatta di dichiarazioni volte ad avvicinare a sé il maggior numero di potenziali elettori, in particolar modo quelli dei cosiddetti “swing States”, che a ogni tornata elettorale assumono un ruolo decisivo.

Indecisi – Si tratta di Stati “indecisi” che non hanno una radicata tradizione politica, democratica o repubblicana che sia; secondo il sistema elettorale americano, i collegi elettorali sono rappresentati proprio dai singoli Stati, va da sé quindi che aggiudicarsi uno degli swing States più importanti, che assegnano quindi più grandi elettori in sede di votazione definitiva, rappresenti una risorsa imprescindibile per entrambi i candidati. E’ il caso del New Hampshire, da dove Obama ha pesantemente attaccato il piano di tassazione previsto da Romney: “Siamo andati troppo avanti per fare marcia indietro ora”, ha detto l’inquilino della Casa Bianca; “non possiamo tornare alle politiche che ci hanno portato a questo disastro. Dobbiamo continuare con le misure che ci stanno portando fuori dalla crisi”.
Da parte sua lo sfidante repubblicano si è recato in Florida, uno dei principali Stati indecisi: Romney si è lasciato andare a dichiarazioni di stampo più generale, confrontando il suo atteggiamento con quello dell’avversario: “È un tempo di grandi scelte che avranno grandi conseguenze. È un’elezione importante”, ha proseguito Romney; “il presidente continua a parlare di cose sempre più piccole, noi parliamo di cose sempre più grandi. Ecco perché il mio movimento sta crescendo e spazzerà tutto il paese”.
La Florida assegna ben 29 grandi elettori, e come importanza politica in questo momento è seconda solo all’Ohio, dove la tradizione americana vuole si decidano tutte le elezioni presidenziali.

Damiano Cristoforoni