Viva l’Italia: Recensione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:05

Massimiliano Bruno dopo il successo di Nessuno mi può giudicare è tornato con una nuova commedia dal titolo Viva l’Italia. La storia in breve è quella di un onorevole, interpretato da Michele Placido che in seguito a una strana malattia è costretto a dire sempre la verità, con le conseguenze che si possono immaginare. Intorno a lui le storie dei suoi tre figli, Raul Bova medico idealista in un’ospedale pubblico che cade a pezzi, Ambra Angiolini attricetta con tanto di zeppola che lavora solo perchè raccomandata, Alessandro Gassman futuro amministratore delegato nonostante non sia propriamente una cima. La storia si dipana tra il romanzo familiare e la critica sociale, concedendo momenti divertenti e qualche spunto di riflessione.

Senza mordente. Insomma un film, quello di Bruno, che parte per essere un atto d’accusa contro la mala politica oggi imperante e arriva a destinazione delle sue intenzioni riuscendo anche a non annoiare il pubblico. Cosa chiedere di più? Niente diremmo, a parte un bel film. Insomma Viva l’Italia è si un tentativo di spostare la commedia italiana dal due camere e cucinismo a cui ci ha spesso abituata, verso un versante più d’attualità, è si interpretato con dedizione da attori non eccelsi ma sicuramente professionali, è si scritto con estro e senza cadute di stile, ma al netto di tutto questo, bisogna anche aggiungere che lascia un po’ il tempo che trova. Ci dice che la politica è una brutta cosa, fatta da gente brutta corrotta e inciuciona, ci dice che se si vogliono cambiare le cose bisogna prendere in mano il proprio destino, ci dice che la verità è un valore così difficile da trovare al giorno d’oggi. Grazie Massimiliano Bruno, hai fatto un’ottima fotografia della superficie. Poi un domani che magari volessi anche scavare sotto di essa, te o chi per te, magari avverti, sicuramente avrai il nostro sostegno. Ma in fondo il film l’hanno finanziato un pool di banche, business is business.

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