Bufera al centro: Giannino rompe con Montezemolo

Un’alleanza sfumata che potrebbe spianare la strada a inediti sommovimenti. Il giornalista economico Oscar Giannino, animatore del Movimento “Fermare il declino”, ha detto no all’intesa con il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. Ad allontanarli è stato il manifesto pubblicato la settimana scorsa sul sito della Fondazione Italia futura (di cui Montezemolo è presidente), sui cui contenuti Giannino avrebbe tentato – senza successo – di intervenire. Una chiusura sufficiente a fargli ufficializzare la rottura con Mr. Ferrari, al quale l’economista ha mandato a dire: “Hai scritto un documento acquoso e privo di nerbo”.

Via da Montezemolo – “Da settimane parlavamo di questo manifesto, poi giovedì sera ci hanno messo davanti a un testo che non avevamo mai visto e che non potevamo neppure emendare”. A dichiararlo all’Unità è stato Oscar Giannino, rimasto fuori dal recinto (presumibilmente politico) presentato qualche giorno fa da Luca Cordero di Montezemolo. Il giornalista avrebbe chiesto di inserire nel documento alcuni punti del programma di “Fermare il declino” (il movimento fondato per tentare di porre argine al debito pubblico), ottenendo in risposta un secco “no” che gli ha fatto cambiare rotta.

Come un clandestino – “Mi sono sentito come un clandestino a bordo e mi sono chiamato fuori – ha spiegato l’economista – Non pretendevo che tutte le nostre proposte fossero inserite, ma di qui allo zero. Per parlare con quei 14 milioni di potenziali astenuti – ha continuato Giannino – servono delle proposte chiare”. Ed è proprio questa l’accusa principale che l’ideatore di “Fermare il declino” ha rivolto a Montezemolo: quella di aver stilato un documento “acquoso”, incapace di prefigurare prospettive allettanti per il Paese. “L’unica cosa importante per loro – ha rincarato dalle colonne della Stampa – era chiudere il testo e avere firme, visto che avevano già passato tutto ai giornali, ma noi ad occupare lo strapuntino di ospiti a bordo non ci stiamo”. 

Botta e risposta – Un divorzio preventivo (il matrimonio non era ancora stato ufficiato), che ha spinto Giannino a sconfessare l’operazione di “Monte-Bona” (crasi tra Montezemolo e Bonanni) definita “la solita vecchia solfa di autocollocazione centrista a prescindere dai contenuti”. A rispondere ai colpi ben assestati dall’economista è stato però Andrea Romano, uno dei promotori del manifesto con cui Montezemolo spera di inaugurare la Terza Repubblica. “Caro Oscar – ha mandato a dire a Giannino – tu eri da tempo a conoscenza della bozza di testo, che ti avevo personalmente inviato con una mail del 13 ottobre e che dunque hai ricevuto ben dodici giorni prima della sua pubblicazione. In queste due settimane – ha puntualizzato Romano – non mi è mai giunta da te alcuna osservazione di merito o di sostanza. Evidentemente volevate tenervi le mani libere“. “Invece di declamare patenti di purezza – ha affondato il sodale di Montezemolo su Giannino – sarebbe stato meglio spiegare che la pensiamo molto diversamente sul governo Monti”.