Regionali Sicilia: il programma fumoso del neo governatore

Dispiace scriverlo subito, ma la Sicilia che ha ieri eletto Rosario Crocetta dovrebbe ridimensionare i propri entusiasmi. E non perché l’allegra cordata Pd-Udc che lo ha sostenuto in campagna elettorale potrebbe portare a un accordo al ribasso, né tanto meno perché – come dicono i soliti malpensanti – la “stretta” col Grande Sud di Gianfranco Miccichè sarebbe già dietro l’angolo. Per capire che l’isola non è forse ancora pronta a cambiare passo (nonostante lo straordinario risultato del Movimento 5 Stelle) basta leggere il programma del neo governatore che annaspa in un mare di vaghezza.

Avevamo passato il week end a “spulciare” i programmi dei candidati forti alla presidenza della Regione Sicilia e a convincerci di meno era stato proprio quello di Rosario Crocetta. Un documento (in word) in cui l’ex primo cittadino di Gela ha riversato un fiume di buoni propositi orfani di ogni pragmatismo. Scorrendo il programma, enfaticamente intitolato “Il sindaco dei siciliani”, Crocetta passa in rassegna i punti nodali della sua offerta politica senza mai fornire dettagli chiarificatori e finisce per annacquare ogni proposta in un excursus pseudo-storico sui mali atavici della regione.

Qualche esempio: tra i punti forti della piattaforma programmatica del neo presidente della Sicilia, lo stop alle consulenze esterne che hanno creato un vero e proprio “clientificio” in Regione. Una proposta lodevole (anche se non esattamente nuova), immediatamente “ridimensionata” dalla precisazione fornita poco dopo dallo stesso Crocetta che spiega che una certa “tolleranza” potrà essere riservata ai profili altamente specializzati. Come dire che quello che era stato indicato come un fermo no” potrebbe trasformarsi in un discrezionale “forse” destinato a salvaguardare lo status quo.

E non è che l’inizio, il nuovo governatore della Sicilia prosegue  promettendo la digitalizzazione dei servizi della Pubblica amministrazione (Agenda Digitale Regionale) e lo snellimento della struttura amministrativa (attraverso l’accorpamento di assessorati e dipartimenti), ma senza fornire alcuna indicazione che possa far pensare a un piano distante dalla solita e abusata propaganda. Ancora più “fumoso” il passaggio sui trasporti e le infrastrutture in cui Crocetta vaticina il potenziamento del sistema marittimo, la riorganizzazione del sistema ferroviario e il miglioramento del sistema stradale. “Buoni propositi” lasciati in balia di se stessi, e neanche minimamente confortati da istruzioni tecniche o procedurali.

Il programma “gassoso” del neo presidente potrebbe, insomma, prefigurare il peggio confermando la teoria (finora mai sbugiardata) dell’ineluttabilità “gattopardesca” dell’isola. A “salvare” i siciliani sarà forse la cultura, nei confronti della quale il nuovo presidente dimostra di avere una grande sensibilità. Tra le proposte avanzate, infatti, quella di tenere i musei aperti anche di sera e quella di valorizzare i siti archeologici attraverso l’organizzazione di eventi culturali. Un po’ poco si dirà, ma quanto basta ad aggrapparsi alla speranza che in Sicilia qualcosa sta cambiando. Per rimanere uguale a prima.