Berlusconi ci ripensa: Non faremo cadere Monti

Il nuovo libro di Bruno Vespa uscirà il prossimo 8 novembre, ma il contenuto della chiacchierata con Silvio Berlusconi è stato già reso noto. Non staccheremo la spina al governo Monti: avrebbe garantito il Cavaliere, decidendo di indirizzare i propri attacchi politici alla Germania. Quanto alla necessità di cambiare la legge elettorale: “E’ il Pd che vuole il Porcellum, non noi”, avrebbe spiegato Berlusconi al giornalista televisivo.

Germania nel mirino – L’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non finisce mai di stupire. E di spiazzare chiunque tenti di analizzare il difficile passaggio storico-politico del nostro Paese. In una chiacchierata avuta qualche giorno fa con Bruno Vespa (e riportata nel libro del giornalista che uscirà nei prossimi giorni), il Cavaliere avrebbe in praticata ridimensionato la portata dell’anatema scagliato contro i Professori sabato scorso“Non faremo una campagna elettorale contro Monti – ha assicurato l’ex premier – Ma siamo convinti che l’austerità imposta dall’Unione europea, a noi come ad altri Paesi, su pressione di una Germania che svolge un ruolo da Paese egemone, con un’egemonia non solidale ma egoista, abbia immesso l’economia in una spirale recessiva senza fine”.

Fuori dalla recessione – Un cambio di rotta significativo, con il quale Berlusconi pare abbia voluto “correggere il tiro” coi Professori. Ma è davvero così? “Quanto alla spina da staccare – ha risposto il Cavaliere ad esplicita domanda di Vespa – dipenderà dall’accettazione o meno da parte del governo delle nostre richieste di modifica alla legge di stabilità. Siamo dentro una spirale recessiva, dobbiamo assolutamente uscirne al più presto invertendo la nostra politica economica”. Come dire che l’ipoteca sul governo cosiddetto tecnico non è stata completamente tolta, ma solo “congelata” in attesa delle prossime mosse.

Preferenze da paura – Categorico il suo giudizio sulla legge elettorale“E’ il Partito democratico a volere il Porcellum, non noi – ha dichiarato l’ex premier – A mio giudizio, il sistema migliore è il sistema spagnolo, che comporta un’alta soglia di sbarramento. Converrebbe anche al Pd perché privilegia i primi due partiti, funziona benissimo e garantisce la governabilità in Parlamento”. Porte sbarrate, invece, alle preferenze“Sono un’anomalia italiana – ha tagliato corto il Cavaliere – Io sono letteralmente terrorizzato dal voto di scambio. Non si dimentichi che Fiorito nel Lazio e Zambetti in Lombardia sono stati eletti con le preferenze”.