Marchionne nella campagna di Obama contro Romney

Nonostante le urgenze dovute al devastante passaggio dell’uragano Sandy negli Stati Uniti, la battaglia per le elezioni è già riniziata più viva che mai. La nuova campagna di Barack Obama è una diretta accusa alle affermazioni di Mitt Romney. “Romney style: how to destroy your campaign credibility in 5 easy steps”, come distruggere la credibilità della tua campagna in cinque facili passi: così Obama definisce la tattica dell’avversario ed è su questo punto che si sofferma per controbattere alle accuse dei repubblicani.

 Con “le cinque mosse per distruggere la credibilità della tua campagna”, il presidente degli Stati Uniti si riferisce in particolar modo all’accusa dell’oppositore repubblicano riguardo la vendita della Chirysler al presidente e amministratore delegato della Fiat Marchionne. “Obama l’ha venduta agli italiani che vogliono fabbricare la Jeep in Cina”, ha affermato Romney, accusando Barack Obama, ma anche Sergio Marchionne. Tali affermazioni sono state contestate  nei giorni scorsi dalla Casa Bianca e dai media americani, ed è seguita immediatamente la replica di Marchionne.

Il presidente e amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrylser ha smentito le accuse con una mail inviata ai dipendenti del gruppo Chrylser. Marchionne è diventato così, senza volerlo, un “arruolato” contro la campagna di Romney:  il suo nome e la sua lettera di testimonianza diventano parte attiva della campagna elettorale dei democratici, citato direttamente nello spot: “La produzione Jeep non verrà spostata dagli Stati Uniti alla Cina. È inesatto affermare qualcosa di diverso”.